Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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361
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Il generale Francesco Laudi 361
quella esscnzialisBinia posizione di ritirata, senza della quale sarei rimasto, colla intera colonna, chiuso nella sottostante valle e privo d'ogni speranza di scampo.
Chi dunque asserisce di non avere io portato tutta la colonna in azione ? La truppa che componeva la colonna era di 20 compagnie, delle quali:
14 in azione, 2 di avamposto ai Cappuccini
1 a Casa Santa
2 di Gran Guardia
1 per custodia dei 2 pezzi d'artiglieria
20 totale.
Debbo, però, con mio sommo rammarico, manifestare che tali asserzioni sono derivate principalmente dal Comandante l'8 Cacciatori, Magg. Sig. Sforza, il quale non so come siasi avvisato asserire di avere egli solo sostenuto il combattimento sulle colline di Calatafimi, mentre gli altri corpi, come rilevasi dal mio rapporto del 17 hanno combattuto ed hanno avuto morti e feriti. Non v'ha dubbio ohe l'8 Cacciatori, comandato dal detto Maggiore, sia stato il primo ad entrare in azione, per come ho dimostrato, e gran parte si ebbe nell'attacco del 15 maggio; ma ciò non deroga al merito di altre otto compagnie che raggiunsero man mano i combattenti sul campo di battaglia. Egli, il Sig. Maggiore, si comportò da bravo, l'ho detto più volte nei miei rapporti e nello stato dà distinti, è stato a ribocco elogiato; perchè dunque travisare la verità, e conculcare l'altrui merito ?
La giustizia, la verità e la rettitudine mi sono state di guida nel rassegnare superiormente tutte le operazioni eseguite, quindi non bo alcun rimprovero a farmi, e sostengo a fronte alta cbe l'intera colonna dagli ufficiali superiori in giù hanno combattuto con onore, coraggio e abnegazione, da non aversi altro a desiderare.
Intanto, dopo otto ore circa di accanito combattimento fu battuta la ritirata da ambo le parti, e questa fu fatta con ammirabile ordine. E non appena riunii la mia colonna sopra Calatafimi mi tenni sulla difensiva, giacché le bande nemiche in numero sterminato non che i Garibaldini, facevano mostra di volermi circondare, e cogli ultimi raggi del sole, mi accorsi che essi ritornati sulle colline, si estendevano sulla sinistra e sulla dritta, accerchiando la mia posizione. Dico per la dritta e per la sinistra, giacché Calatafimi si eleva in mezzo ad un bacino, coronato intorno intorno di montagne e colline concatenate insieme, lasciando solo dall'Oriente un'apertura per la quale passa la consolare che mena a Palermo, ed all'Occidente l'altra che conduce a Trapani.
Sul momento stesso il Sindaco di Calatafimi officialmente mi avvertiva che le squadre siculo avevano predati tutti i molini, la farina già molila per ateo delle truppe, e quindi la mia colonna era stata condannata a rimanere digiuna, poiché nel paese non ai trovava né un tozzo di pane né un fil di pasta, e tutti gli abitanti erano disertati.
In questa triste condizione, ed in quella ancor più triste, di vedermi scemata la munizione da guerra, senza speranza di un prontissimo soccorso, poiché tro-vavomi confinato a 44 miglia da Palermo, io, mezzo a popoli ribelli, circondato da nemici innumerevoli, e senza potere avere comunicazione alcuna con la mia