Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI STORICI ; STOCCOLMA
anno
<
1960
>
pagina
<
364
>
RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
J IL CONGRESSO DI STOCCOLMA *
Preceduto dalla riunione delle commissioni internazionali per gli studi slavi (interessarono i risorgimentisti le comunicazioni di M. Kukiel su Lelcwel, su Mickiewicz e les jorces occultes de la revolution mondiale, e di altri sui movimenti dette idee in Polonia, tra gli Slavi del sud, nella Slovacchia e Russia nel see. XVlH), pei i movimenti sociali e delle strutture sociali, per la storia economica (furono discusse le comunicazioni di K. E. Bcrrill su Industrialisation as a Factor in Economie Growlh after 1700 e di E. I. Hamilton sulla storia dei prezzi prima del 1750), per la storia delle assemblee di Stati, per la storia delle Università, di storia militare comparata (vi si distinse P. Pieri), di storia ecclesiastica comparata, di storia della stampa (genericamente interessanti le comunicazioni di F. Dahl, .A description and inventory oj journalistic documenta , e di I. Kaiser, Methodology oj the history oj the printed press and the vaine of journalistic docu-mentsjor the historian ), del gruppo internazionale per la storia marittima (possono interessarci i metodi meccanografici applicati da I. Delumeau allo studio statistico del porto di SaintMalo e la bibliografia studiata da C. Yerlinden e da S. Zavala per la storia delle grandi vie del commercio oceanico), dell'Istituto panamericano di geografia e di storia, della Federazione internazionale degli Istituti di storia del Rinascimento (notevoli le comunicazioni di A. Dufour sul mito di Ginevra e di F. Gaeta su anello di Venezia), e da una riunione privata di cultori di studi bnonarrotiani (vi notammo A. Galante Garrone e F. Venturi con G. Godechot e col Soboul), dal 21 al 28 agosto 1960 si è tenuto l'XI Congresso internazionale di scienze storiche, con un foltissimo intervento di delegati di tutto il mondo, forse colla sola eccezione, tra i grandi paesi, della Cina. Presidente, lo storico della diplomazia inglese nella Restaurazione, CU. Webster, che commemorò nobilmente Federico Chabod, il quale aveva prodigato le Bue ultime energie, colla generosità che gli era propria, nella difficile organizzazione. Da tempo erano stati distribuiti cinque volumi di Rapports (interessano i risorgimentisti il I, metodologico, il IV di storia moderna, il V di storia contemporanea) e il volume coi riassunti di gran parte delle comunicazioni.
Ovviamente fatti, persone, movimenti specifici del Risorgimento nel Congresso sono ricorsi soltanto a proposito delle grandi questioni della storia moderna e contemporanea, e cioè del tutto marginalmente, immersi nei problemi storici dell'industrializzazione dopo il 1700 (uno dei due temi della prima conferenza internazionale di storia economica, della quale già è apparso il rela-r tivo volume, Parigi, 1960: ma la modestissima industrializzazione italiana non è certo adatta, in sé, a incuriosire lo storico) e dell'età dei lumi: ma la bella relazione di F. Venturi, che segna forse il vertice della storiografia etico-politica, non tocco i problemi cari ai risorgi mentisti neppure aggiornali. Insisteva invece* sulle armi intellettuali forgiate dapprima dalla ribellione nobiliare, proseguita dall'organizzazione clandestina dei dotti, dal partito dei phitosophes, da una sorta di inteUigencija. ma composta a principio in vari luoghi, da preti, vescovi,