Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSI STORICI ; STOCCOLMA
anno <1960>   pagina <365>
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U Congresso di Stoccolma 365.
diplomatici, professori, nobili innovatori, e pia tardi sboccata anche nell'as-solutismo illuminato. Accennò per l'Italia, ai rapporti Stato-Chiesa e a uomini che furono a mezza strada tra i grands commis dell'assolutismo e i pkilosophes dell'illuminismo: ma gli inizi scozzesi, le formulazioni più ardite francesi, e così via, su un piano europeo, non possono chiarire, se non da lontano, vicende spe­cificamente italiane, né l'utilizzazione concreta che ne fu fatta in Italia in ordine alla rinascita nazionale Ne, dato il carattere di sintesi di ampio respiro, poteva fornire particolari filologicamente nuovi, come, invece, trovammo nella comuni­cazione del p. Battlori (possiamo, invece, dissentire da inquadrature e inter­pretazioni generali) su alcune figure della cultura ispanoitaliana del sec. XVIII: p. M. Luengo, THervàs, I. Andrea, il Yiscardo, cristiani e illuministi, antiscola­stici e grandi estimatori delle scienze fisiche. Nella importante sedata, presieduta da F. "Valsecela, sui problemi nazionali nella monarchia degli Absburgo (relatore F. Zwitter) furono più presenti i fatti posteriori' al 1850: H. Contamine comunicò i punti di vista al'ariguardo dei diplomatici francesi nella seconda metà del sec. XIX, G. N. H. SetonWatson parlò dell'atteggiamento degli intellettuali dal 184-8 al 1918, H. Rothfels dei confini in relazione agli ideali nazionali a cavallo dei secoli XIX e XX, C. Schifrrer del problema nazionale di Trieste nella storio­grafia austrofi!a e in quella irredentistica.. Quest'ultimo era intervenuto a pro­posito delle modeste notizie fornite da P. George sull'immigrazione italiana nella regione parigina dopo il secondo impero, in una seduta nella quale non ci fu dato di ascoltare G. Parenti, che aveva promesso una comunicazione sull'emigrazione italiana dal 1876 a oggi, la quale avrebbe dato modo di sentire qualcosa della storia d'Italia. Questa fu assente dal dibattito riguardante la relazione del compianto Vicens Vives sulla struttura amministrativa e statale nei sec. XVI e XVII, fondamentale per la comprensione della genesi dello Stato assoluto (interessanti, pertanto, taluni accenni nella comunicazione di J. Delumeau sui progressi della centralizzazione nello Stato pontificio nel '500), e dalla seduta dedicata alla storia delle imprese nel sec. XIX notevole per la comunicazione di B. Gille sui capitali francesi investiti nelle ferrovie di Europa tra il 1852 e il 1857. Grazie a L. Vali ani, abbiamo ascoltato particolari sul movimento socialista italiano tra la neutralità e l'intervento, tra il 3 agosto 1914 e il 24 maggio 1915, nell'animata seduta dedicata alla social-democrazia tedesca nella prima guerra mondiale, coQ'importante comunicazione di J. Droz sulla Mitteleuropa di Nauman ri e sui partiti socialisti europei. È probabile che i problemi delle nazio­nalità nell'organismo absburgico saranno nuovamente trattati nel futuro XII, congresso che si terrà a Vienna. Di essi tratta una pubblicazione di F. Zwitter distribuita ai congressisti. Altre pubblicazioni interessanti il Risorgimento, almeno in qualche cenno, furono distribuite dalla Commissione nazionale degli storici ungheresi (Etudes historiques, Budapest, 1960, voli. 2 con articoli di E, Andies sulla repressione del 1849 in Ungheria, di Gy. Szabad su Kossuth e la politica inglese della bilancia delle potenze, di L. Zsigmond sullo sfacelo della monarchia austro-ungarica; in appendice un'importante bibliografia di opere scelte della storiografia ungherese dal 1945 al 1959), dalla delegazione giapponese (col sottotitolo Ùétat aduel et ha tondances des éludes historiques au Japon, Tokyo, 1960) e dal Comitato nazionale jugoslavo delle scienze storiche (in edi­zione francese e tedesca: Les problòmes nationaux dans la monarchie des Habs-bourft- Beygrad, 1960). Ci auguriamo che la futura delegazione italiana si prepari ad affrontarli col dovuto impegno: la storiografia italiana e la storia