Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1960
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pagina
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367
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I COMMISSARI ORGANIZZATORI HB NELLE PROVINCE NAPOLETANE NEL 1848 H
La questione dei Commissari Ordinatori od Organizzatori nel Regno di Napoli ha bisogno di un serio studio. Si è ramasti fermi nell'opinione del Pala* dino. il quale affermò che essi non entrarono in funzione e che la loro istituzione rimase allo stato di semplice progetto. Egli scrisse nel suo volume sul quindici maggio 1848 in Napoli: Finiremo Pesame del programma del Trova osservando che in esso si promettevano, oltre al resto, il sollecito armamento della guardia nazionale e l'invio nelle Provincie di delegati organizzatori. Ma di quest'ultima cosa non si fece nulla1) e più giù aggiunse ohe i consigli di pubblica sicurezza2) seppellirono i famosi commissari ordinatori, destinati nel concetto di coloro che ne proposero l'istituzione a sciogliere le Amministrazioni, ricostituendone delle nuove con elementi popolari . a' Osservava poi che l'idea dei commissari ordinatori era venuta ai Saliceti, che l'aveva inserita nel suo programma, ed aggiungeva che il Trova, avendola fatta sua, nominò a quell'ufficio una serie di persone, dando loro delle istruzioni che ne facevano degli Intendenti veri e propri e continuava: Molti, prevedendo forse di trovarsi a disagio nel dover svolgere un'azione già affidata ad altri, rifiutarono l'incarico e non furono sostituiti. Quei pochi, che accettarono, non raggiunsero le loro sedi, perchè Francesco Paolo Ruggiero e Paolo Emilio Imbriani nell'entrare nel governo come ministri rispettivamente degli affari ecclesiastici e dell'istruzione posero la condizione che si sospendesse l'invio dei commissari ordinatori . *t
Ora è un fatto che l'istituzione dei commissari appariva già nel programma che circolava dopo la dimissione del secondo ministero Serracapriola, attribuito al Saliceti, programma nel quale si leggeva testualmente: Si spedissero commissari ordinatori per le province con incarico speciale di sciogliere le attuali amministrazioni comunali, distrettuali, provinciali, facendo procedere a nuove nomine dalle assemblee popolari, che sotto l'antica monarchia si chiamavano parlamenti . 5)
Era un progetto per rendere democratiche le amministrazioni comunali, sottraendo la nomina del sindaco all'autorità regia, affidandola alla libera ele-
*) GIUSEPPE PALADINO, lì Quindici Maggio 1848 in Napoli, Città di Castello, 1920, pp. 85-86.
3) Dei Consigli di Pubblica Sicurezza, voluti dal ministro Conforti fecero parte l'Intendente di ciascuna provincia, il Procuratore Generale presso la Gran Corte Cri-minale, il Comandante del Presidio e tre notabili eletti dagli altri tre membri. Essi avevano lo scopo di coordinare l'azione dei vari poteri per il mantenimento dell'ordine e della pubblica tranquillità. Vedi Archivio di Stato di Napoli [A. S. N.], Polizia, Fase. I, Circolare a stampa del 24 aprile 1848.
*) GIUSEPPE PALADINO, op. cit., p. 85.
*) GIUSEPPE PALADINO, op. eh., p. 101.
s) MiciUTEfxi, Storia degli ultimi fatti di Napoli fino a tutto il 15 Maggio 1848, Napoli, 1849, p. 22.