Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1960>   pagina <369>
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I Commissari Organizzatori nelle province napoletane nel 1848 369
Il giorno otto aprile il Ministro dell'Interno inviò ai prescelti la comunica­zione di nomina, aggiungendo:
DO - D
Mi darò premura di farle tenere le analoghe istruzioni, e nei speri (sic) che saprà certamente corrispondere alla fiducia sovrana ed alla pubblica, con­
liberale, era stato tra gli organizzatori della dimostrazione del 29 gennaio 1848. In seguito sarebbe stato nominato dal Ministero Trova segretario dell'Intendenza di Bari e capo divisione dell'Interno. La sua attività liberale lo fece processare tra i rei del 15 maggio, ma fu amnistiato. Fu incarcerato varie vòlte e nel 1859 fa costretto ad andare esule in Toscana, donde, nell'agosto 1860, tornò a Napoli nominato consigliere della Gr. Corte dei conti.. Successivamente fu promosso Sostituto Procuratore Generale reggente la Corte di Cassazione di Napoli e nel 1881 fu nominato senatore. Il Corbi era probabilmente appartenente alla famiglia di quel Carlo Corbi di Àvigliano in Basilicata il quale fu depu­tato al parlamento del 1820 e finì relegato alla Favignana. Giuseppe Del Re, nato a Fi­renze, deputato al Parlamento napoletano nel 1848, dopo i fatti del quindici maggio cercherà la salvezza nella fuga. Imbarcatosi sul piroscafo francese Alexandre, riparerà successivamente a Torino, sfuggendo così alla reazione. Condannato in contumacia in seguito ai fatti del 1848 a diciannove anni di ferri, passerà da Torino a Pinerolo, dove dirigerà un giornale, La specola delle Alpi, e sarà processato nel 1856 per apologia di reato, per un carme in lode di Agesilao Milano, il soldato calabrese, che l'otto dicembre dello stesso anno aveva tentato di uccidere Ferdinando H. Assolto, rimase ancora qualche tempo in Piemonte e nel 1860 era nuovamente in Napoli. Fa eletto deputato di Gioia del Colle e in Napoli fa direttore della Stamperia Reale. Non fu felice, come più avanti vedremo, la scelta di Felice Cirillo. Il De Thomasis di vecchia famiglia liberale di Abruzzo era sicuramente parente di quel Giuseppe De Thomasis di Monterodomo, che fu inten­dente di Sulmona nel 1806 e successivamente intendente in Calabria e ministro costitu­zionale della marina e degli affari interni ed ecclesiastici durante la rivoluzione del 1820 in Napoli e morì in esilio. Don Michelangelo Castagna, figura notevole, tanto che meritò che il marchese Dragonetti ne scrivesse la biografia era padre di Nicola Castagna, il giovane che soffri in Napoli l'ammonizione della polizia per certi versi intitolati il Gufo, nei quali si volle vedere un'allusione all'imperatore Nicola I di Russia, il quale in quel tempo (1845) si trovava a Napoli. Arrestato nel 1847, come amico del Poerio e del Boz­zelli, Nicola Castagna nel 1848 prese parte alla spedizione napoletana in Lombardia.
Notissimo nell'ambiente liberale era Antonino Plutino, avvocato nato a Reggio Calabria. Repubblicano di tendenza, il Plutino era stato arrestato una prima Volta il 22 marzo 1844, dopo il fallimento del moto di Cosenza, perché si era fermato in questa città per trasmettere gli ordini del Comitato di Napoli e da Reggio aveva mantenuto i collegamenti col comitato insurrezionale della città bruzia. Liberato, poiché mancarono alla polizia le prove, continuò a cospirare. Prese parte, insieme col fratèllo Agostino, alla sommossa di Reggio del 2 settembre 1847 e insieme con lui per salvarsi dovette andare in esilio e si rifugiò a Malta, donde ritornò dopo che il 29 gennaio 1848 Ferdinando II concesse la costituzione. Elètto deputato non nascose le sue tendenze repubblicano-uni­tarie 21 quindici maggio sarà tra i firmatari della celebre protesta in Monteoli veto. Tor­nato in Calabria da Malta, ove s'era riparato, tenterà insieme con gli altri deputati Casi­miro De Lieto e Stefano Romeo, di organizzare la rivolta in provincia di Reggio (ten­tativo di governo provvisorio in Santa Eufemia d'Aspromonte). Costretto ad esulare insieme col fratello Agostino, condannato in contumacia dai tribunali borbonici, Antonino Plutino si ridusse prima a Livorno e poi a Marsiglia (dove Agostino riattivò la sua atti­vità di grande commerciante di seta). Espulsi dalla Franchi i Plutino si stabilirono in Piemonte e dettero la loro adesione al programma Italia e Vittorio Emanuele . Nel 1860 i due fratelli seguirono Garibaldi ed Antonino fu Vico governatore a Reggio. Nel 1862, prefetto di Catanzaro, presenterà le dimissioni, motivandole col fatto che il suo passato non gli permetteva di eseguire gli ordini del governo contro Garibaldi, il quale.