Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1960>   pagina <375>
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I Commissari Organizzatori nelle province napoletane nel 1848 375
bili, i Poveri, gli Artigiani; vedere con i propri occhi lo stato morale e materiale delle Popolazioni, rilevare i bisogni, e le risorse, i lamenti e le pene; guardare l'influenza del presente sistema amministrativo sulla economia generale e i stabilimenti di beneficenza, <ro>éUi tutti di educazione pubblica: come si conservano i patrimoni pubblici e proporre qualche idea igienica morale amministrativa per il bene dell'universale .
Così l'opera dei Commissari Organizzatori avrebbe integrato, senza inter­ferire, Popera degli Intendenti, troppo presi dalle necessità burocratiche.
Si noti egli scriveva che gl'Intendenti, i Sottintendenti, i Consiglieri d'In­tendenza, sebbene tutti uomini dotti, onorati, probi, amici del nuovo ordine, sono però sinora chiusi nei cancelli regolamentari, nelle formule simmetriche dello Stato Discusso: la loro mente col loro cuore vorrebbero uscirne ma ne sono impediti dal dovere. Ma un delegato che deve vedere e non decidere, deve medicare con il male il rimedio, proporlo e non applicarlo: può riferire con idee più locali acquistate nel suo giro, e più larghe, è nel caso di fare più bene alle Popolazioni che attendono tutte un bene, che si desidera e non si vede ancora .
Perciò i Delegati Commissari avrebbero dovuto compiere quanto è espresso negli articoli che seguono:
2. Trovandosi i Delegati in giro mentre le Camere sono aperte possono osservare quale fisonomia prende lo spirito pubblico, quali umori si destano, come si apprezzano le discussioni parlamentari: indagare le opinioni più comuni, le tendenze differenti, il pensare della pluralità, i giudizi che si danno, e tutto giorno per giorno riferire al Mini­stro dell'Interno.
3. Accogliere i lamenti che potranno farsi contro gl'Impiegati tutti mentovati nell'art. 2 delle Istruzioni. Se i lamenti sono per lievi oggetti avvertirli con autorità e con amore. Se sono gravi rimetterli al Ministro.
4. Accelerare la formazione definitiva delle Guardie Nazionali (le quali in molti Comuni ancora non si formano per gare ed ambizioni private) senza però nulla immi­schiarsi o influire nella elezione degli Uffiziali, insinuando solo la dignità di appartenere alla Guardia e la necessità di essere uomo dabbene per appartenervi.
5. Finalmente, Signore, un più alto nobile e cristiano scopo dovrebbero avere questi Delegati. Quello evangelico di predicare la pace, di riportarla in quei Comuni ove è obbliata .
Rivolgendosi al Ministro dell'Interno, il Pepe ribadiva il concetto che i nuovi ordinamenti avevano causate gare ed inimicizie in più d'un comune: Dio non aveva dato a tutti ugnali virtù:
Antiche gare municipali ribollono: nuove ne sorgono da per tutto: famiglie si guardano in cagnesco: famiglie si accusano: anche tra gli amici veri della Costituzione si nota qualche antipatia se non livore. Al bene adunque delle franchigie, della Patria, del Re, della causa generale della libertà, e della cara Italia fa uopo di pronta, verace, cristiana universale pacificazione. Diansi ampie facoltà a tal'uopo a' Delegati e la Gran Causa sarà vittoriosa ! .3 J
Il Ministro dell'Interno non rispose alle riserve dell'ingenuo e nobilissimo agricoltore molisano ed il Pepe perciò non ebbe modo di esercitare l'ufficio di Commissario Ordinatore. Che le sue preoccupazioni por la immaturità e per le discordie del nostro popolo fossero giustificate lo dimostrerà la situazione
*) A.S,N Fascio citato.