Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1960
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378
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Antonino Basile
Al consesso Municipale dì detto Comune legalmente costituito sotto la Presidenza del Signor Sindaco titolare D. Giuseppe Sohiavoni si è proposto
I più. cospicui cittadini, i proprietari di questo Comune porgono al consesso una di lor postulazione in data di ieri fornita delle firme autografe; ed è stesa del tenor seguente:
TRASCRIZIONI: Al Signor Sindaco e Decurióni del Comune di Mandarla.
Signori.
E fino a quando il Governo si abuserà della pazienza nostra, fino a quando mangeranno il pane nostro impiegati ignoranti, sleali e traditori della Patria ? Fino a quando dovrà farsi vilissimo mercato delle cariche e degli uffizi ? Questi sono i beni che si promettevano del nuovo Stato ? Questo è preporre i meritevoli? così esordisce il nuovo Ministero ?
Queste doglianze, Signori, furono da noi menate quando leggemmo il nome d'un Felice Cirillo, eletto a Commissario Ordinatore della nostra Provincia.
Era il Cirillo, siccome ognun ben sa, un forense gracchiatore, che perde ogni suo cliente, appena che il Padre, che n'era un giudice, sgomberò dalla gran Corte Criminale di Lecce e da quell'ora abbandonarono il povero figlio e l'eloquenza, e la scienza del Dritto, e quant'altro abbisogna a chi corre il difficile aringo d'avvocato penale.
Se l'aveste veduto, ed inteso, pochi giorni or fa, quando a noi mostrava (come può fare un fanciullo) il suo berretto da Guardia Nazionale, quando doleasi che le lettere iniziali non erano ricamate si che facessero bella vista, quando ci diceva ch'egli avea portato la fascia tricolore sul petto, e quando ci parlava di altre siffatte ciance, s'avrebbe fatto stomaco, e n'avrebbe fatto dire come a taluno di noi che il sentiva: Che uomo leggiero è costui ! Di quanta pietà ha bisogno !
E ad un uomo cosi compassionevole si dà con ben dugento ducati al mese (ho sic povero Erario) un carico, al quale potino appena bastare le robustissime spalle degli Imbriani, dei Conforti, dei Saliceti. Uomini di quella tempera di ferro solamente varranno a resistere alle tentazioni, alle lusinghe e agli assalti d'ogni maniera che saran fatti ad un Commissario sia dagl'impiegati giudiziari, sia dagli amministrativi; uomini di quella vasta mente ci vogliono per scovrire e vedere lo spirito dei popoli; conoscerne il bisogno e provvedervi, nomini di tanta pubblica fidanza sanno distruggere ed edificare senza che nessuno muova parola in contrario.
Ci si mandi un Commissario per quanto è possibile di queste virtù, e noi gli faremo i più alti onori, gli offriamo il cuore nostro, gli mostreremo il fradicio degli TTffi-ziali del Municipio; ma se dovrà essere un Cirillo lo ributteremo; ch'è non è persona, non diciamo da poter compiere nella più piccola parte l'alto Ufficio; neppure di guardare in viso il Sindaco nostro, che aiutato da voi, Signori Decurioni, sa cosi ben provvedere ai bisogni nostri.
Non è più tempo di tacere, lo abbiamo fatto per ventisette anni; non crediamo che la Sovranità del Popolo sia l'aver avuta una mal composta carta: Alziamo la potente voce nostra e facciamola intronare alle orecchie del Re, e dei Ministri. Sentano costoro che noi, non vogliamo non vogliamo per Dio un Felicetto Cirillo, il quale ritorni con sua pace nella palestra forense, dove potrà essere sicuro di trovar vuoto l'umile suo posto, ohe nessuno lo avrà voluto eccepire.
Manduria, 16 aprile 1848.
Sieguono le firme de' cittadini
RUOTATO
che il D. Felice Cirillo nominato per delegato organizzatore di questa Provincia non solo trovasi sfornito di qualunque requisito onde fosse idoneo al delicato incarico a lui affidato: non solo non viene garentito da plausibile o anche mediocre opinione in ordine