Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1960
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380
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380 Antonino Basile
tratta di una richiesta di chiarimenti, ma attraverso di essa appare quale fosse la soluzione che il Cirillo avrebbe gradita:
A S. E. il Ministro Taranto, 21 Aprile 1848.
Segretaria di Stato Ministro dell'interna
Napoli
Eccellenza
Lo stato di abbandono della cosa pubblica nelle varie Comuni dipende sempre dalla condizione de' Dccurionati. Da ciò la necessità della ricomposizione quasi generale di essi, con individui zelanti del pubblico bene, di riconosciuta probità, e di virtù cittadine, capaci a rialzare il sentimento di Nazionalità Costituzionale in tutte le classi delle speciali popolazioni.
Per chiarimenti intanto comunicatimi con la ministeriale del 12 andante Aprile, intorno all'intelligenza dell'art. 3 delle Istruzioni concernenti le attribuzioni dei Deputati Organizzatori delle Provincie, pare che fosse inibito effettuare la detta ricomposizione, reclamata dai bisogni di ogni Comune, ove fosse limitata la sola gerarchica surrogazione delle cariche municipali, e massime se dovessero di necessità tenersi presenti le liste degli eleggibili formate ai sensi della legge del 12 dicembre 1816, ed in epoche precedenti all'attuale generoso risorgimento politico.
Prego quindi l'È. V. darmene le opportune dilucidazioni, perché possa dar opera franca e libera a cotcsta ricomposizione delle Decurie dalle quali dipende la felicità delle popolazioni.
Jl Deputato Organizzatore Felice Cirillo1)
È evidente che il Cirillo cercasse di attaccare le vecchie gerarchie in nome del sentimento di nazionalità e che gli attaccati si difendessero con ogni mezzo, non esclusa la calunnia, con accuse che era impossibile provare: nella decisione del Decurionato di Manduria era detto che le accuse non si giustificavano con fatti speciali a scanso di soverchia lungheria: o non forse era impossibile provare delle accuse campate in aria?
Forse bene si prestano ad esprimere la situazione particolare di Terra d'Otranto le parole di uno storico liberale del tempo, che prese parte agli avvenimenti rivoluzionari in Napoli: Di presente coll'antico personale de1 sindaci e decurioni e con una popolazione che usciva appena dalla corruzione di ventotto anni di servaggio per entrare in un sistema rappresentativo di libertà e di eguaglianza, gli ambiziosi e tutti i prepotenti e signorotti, de' quali ne' piccoli paesi non è penuria più che nelle grandi capitali, usarono tutte le arti per riuscire ciascuno nell'intento, contrastandosi que' gradi ed onori, mercè i quali pensavano primeggiare fra tutti e forse anche opprimere i loro eguali meglio che per lo innanzi avevano fatto all'ombra del dispotismo. Onde coloro che nei primi momenti della costituzione s'erano salutati ed abbracciati amici e fratelli, per ambizione adesso diventavano scissi e nemici implacabili.
In alcuni paesi si affissero minacciosi cartelli e teschi di morte sugli usci delle case de* candidati; si fecero balenar daghe e pugnali, e la formazione della
i) A. S. N., Fascio citato*