Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1960>   pagina <385>
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I Commissari Organizzatori nulle province napoletane nel 1848 385
avanti a loro. Io ho levato fotte la vooe, io ho predicato contro gli abasi di lealtà, io ho mostrato i vantaggi del Governo attuale, ho spedito uomini di molta influenza inter­preti dei miei sentimenti presso i fuorusciti, ed in breve ho escogitato tutte le vie, che condur mi potevano a far ritornare nel retto cammino nomini che insidiano la pace dell'universale.
Non ho mancato far sentire a tutte le dette Popolazioni anche, per mezzo del'proclama di cui mi onoro rassegnarle due copie, che i loro diritti legittimi saranno immediata­mente tutelati e vagliati; che se ragione le assiste sarà immediatamente e Bcrnpolosainente compartita; che i Consiglieri Provinciali e Distrettuali integri e strenui saranno subito spediti a verificare l'effettivo stato delle cose: che il Governo sostituisce alla violenza della lor forza bruta, e materiale il braccio più forte della ragione, e della legge; ma tutto è stato inutile perché sordi alle voci della giustizia e della verità, credono che è ora il tempo di menare in trionfo la licenza e l'arbitrio.
Immensa è la pena che provo nell'osservarc che l'esempio si è impreso ad imitare, e che la Guardia Nazionale in taluni Comuni non può sedare il disordine sendo com­posta da uomini, che poveri di spirito, privi del godimento di un'agiata vita, trovano il loro utile nell'andar derubando e vivere a spese altrui.
E qui mi fo a sottomettere all'È. V. che fatti simili non mirano ad altro che a far piombare i popoli in un'anarchia assoluta ed autorizzano l'assassinio, condizione che non può andare scompagnata dal maltalento, onde son pieni gli autori di simili fatti. Perché opera cosi nefanda non si compia è necessario che il Governo fornisca i mezzi onde impedirne il regresso (sic, evidentemente lapsus per progresso). La sola pre­senza dell'arma di linea senza entrare in menoma azione basta per richiamare al momento l'ordine pubblico; e sul prepósto mi occorre rassegnarle quanto mi viene assicurato da persona degna di fede, cioè che una masnada di facinorosi, che al numero di quattro­cento circa, si recò ad invadere alcune terre site nei circondari di Taverna e Cropani, composta per la maggior parte delle stesse Guardie Nazionali, appena si sparse la voce che da questo capoluogo si spediva una forza di soli quaranta gendarmi, cominciò a temere e situò delle guardie in lontananza, affinché all'arrivo della gendarmerìa potessero tutti fuggire e che per quanto persuasi di dover cedere al solo aspetto dell'arma di linea altrettanto non temono della guardia nazionale: anzi perché la spedizione de' gendarmi era una semplice voce, che non ebbe alcun effetto, si sono essi rincorati, dicendo fra loro che il governo non ha piò forza, che le truppe sono partite fuori regno, e che ora è tempo di fare ciò che gli piace.
V. E. che dee compire i voti di una Nazione, che ha l'incarico di vegliare al bene d'un popolo libero, non resterà indifferente nel sentire enumerate tutte le piaghe di una forte frazione del Regno, la quale (Iddio perda il vaticinio) minando, trarrebbe con seco la perdita del benfatto, la destituzione di tutto un popolo.
Si benigni quindi V. E. affrettare la spedizione di un contingente di truppa, al meno di un Battaglione, ed onorarmi di sue particolari istruzioni circa il temperamento da adottarsi in tali congiunture.
// Commissario Organizzatore Cosimo Assentì1)
U proclama al quale accenna il precedente rapporto è un manifesto a stampa, che suona così:
Confratelli
Sento il bisogno indirizzare questo mio proclama per farvi sentire la voce del Con­cittadino anziché dell'Agente responsabile del Governo Costituzionale. Da pochi giorni, dacché ho riveduto questa mia terra natale ed ho messo mano all'opera della riorganiz-
l) A. S..N., Min. delVIntcr.no, Fascio citato.