Rassegna storica del Risorgimento
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1960
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pagina
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393
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Il Risorgimento nell'opinione pubblica peruviana 393
Fra i musicisti spicca la figura di Andrea Bolognesi, cui amato dai contemporanei el divino , padre dell'eroe nazionale Francisco Bolognesi, il difensore di Arica.1)
Numerosi furono i missionari che non si limitarono all'apostolato, ma svolsero anche cospicua attività scientifica.2) Di Antonio Raimondi, il sommo geografo che, dopo aver combattuto nella difesa di Roma, dedicò tutta la sua vita all'esplorazione e alla descrizione del Perù, e della regione Amazzonica segnando un'orma incancellabile nella scienza Sud Americana, è superfluo parlare.
La colonia italiana, piccola, ma sceltissima , era naturalmente portata, anche per gli ideali professati neirambicnte peruviano, a sostenere la lotta per l'indipendenza nazionale.3)
H console sardo a Lima, cav. Giuseppe Canevaro, scriveva a Torino 1*11 marzo 1848 che molti Italiani animati da devozione grandissima mi offrono di essere tutti pronti a farsi rappresentare nelle Regie Armate . 4)
Il 6 febbraio 1850 furono celebrate solenni onoranze funebri in memoria di Carlo Alberto nella chiesa di S. Pietro: intervennero i rappresentanti della Repubblica peruviana e i membri del corpo diplomatico presso di essa accreditati.
Il soggiorno di Garibaldi in Lima, con tutti gli echi e le ripercussioni che esso ebbe, ha particolarmente importanza perchè dimostra chiaramente le simpatie che il nostro Risorgimento e i suoi protagonisti godevano nell'opinione pubblica peruviana.
La rivolta dei farroupilhos e la partecipazione alla difesa dell'indipendenza dell'Uruguay avevano contribuito a rendere noto in Perù il nome di Garibaldi, che in seguito fu ammirato anche per le sue gesta in Italia e la difesa di Roma.5)
Lasciata l'Italia, Garibaldi aveva raggiunto, il 14 novembre 1849, Tangeri (dove era stato aiutato e ospitato dal console sardo G. B. Carpanetti) 6) e successivamente era partito per Liverpool e New-York.
') Durante la Guerra del Pacifico (1879-1884) il colonnello Francisco Bolognesi comandava nel 1880 il piccolo presidio peruviano di Arica. Assalito da forze cilene preponderanti il B. cadeva, con quasi tutti i suoi, dopo tenace resistenza il 7 giugno 1880.
2) Tra gli altri: padre Emanuele Castrateci, uno dei primi illustratori dei costumi delle selvagge tribù Jivaros; padre Giuliano Bravo colonizzatore della regione di Pancar-tambo; padre Mancini esploratore e cartografo del Beni.
3) II Comitato di Lima per l'indipendenza italiana era presieduto da Francesco Leonardi e composto di Giuseppe Rainusso, Tommaso Bcrninzone, Giovanni Solari, Giovanni Romano, Pietro Marcone, Giuseppe Dall'Orso, Giuseppe Bocio, Giovanni Devoto, Michele Canessa e Francesco Canepa.
*) M. A. PBOLO, H soggiorno di Garibaldi in Lima, in Rivista di cultura marinara, marzo-aprile 1989. Dall'opuscolo della Prolo apprendiamo che una sottoscrizione a favore delle famiglie milanesi vittime delle 5 giornate fruttò L. 9.384. Quando la notizia dell'infelice esito della guerra giunse in Perù fu organizzata una seconda sottoscrizione per la causa italiana che raccolse L. 4.8S0. Anche durante la guerra di Crimea fu indetta una sottoscrizione.
*) Cfr. ELSA FERABOLI, Il primo esilio di Garibaldi- i Anuria, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XIX (1932), p. 268.
<>) U Carpanetti fu dimissionato dal suo incarico tre mesi dopo la partenza di Garibaldi da Tangeri. Cfr. A. M. GHISALBEIITI, Noterelte Garibaldine: Tangeri, in .Rassegna storica del Risorgimento, a. X (1923), pp. 880-884.