Rassegna storica del Risorgimento

anno <1960>   pagina <396>
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Raoul Guèze
sul posto e incontra il prefecto di Lima a cavallo, picchetti di polizia e una moltitudine di gente incuriosita ed eccitata. Sulla porta dell'ufficio del Ledos, circondato da molti, era Garibaldi e poco distante Ledos che... parecchi cer­cavano di trattenere... entrambi avevano il volto insanguinato. Il Palma ebbe Così agio di comprendere ohe il caballero dalla voce agitata , al quale aveva dato ingenuamente l'indirizzo del Ledos, e Garibaldi erano la stessa persona. Gli astanti si premurarono anche di informarlo di come erano andate le cose: Garibaldi era entrato nell'ufficio del Francese, tenendo in mano una copia del Correo e nell'altra un bastone, e aveva chiesto, in francese, dov'era la cana­glia autore dell'articolo. Il Ledos aveva risposto: Io non sono una canaglia: sono l'autore e Garibaldi gli aveva appioppato subito due robuste legnate. U Francese, comunque, aveva avuto un brillante recupero poiché, riuscito ad afferrare a sua volta un bastone, lo aveva rotto con bèlla energia sulla testa del suo avversario.1)
La direzione del Correo-, malgrado le sue simpatie per la causa italiana, i sonetti e messaggi d'omaggio, gradì poco l'energico trattamento riservato a uno dei suoi collaboratori. E con data del 6 dicembre, in un trafiletto intitolato Garibaldi asasino , dopo aver detto che il Nostro aveva aggredito il Ledos armato di pugnale e pistole , continuava affermando che Garibaldi aveva usato mezzi non da gentiluomo ma da barbaro .
A sua volta il console Cane varo si premurò d'informare il Governo di Torino dell'accaduto. Dal suo dispaccio 2) risulta che l'incidente col Ledos assunse un rilievo e una gravità particolari, specialmente in rapporto alle relazioni fra i resi­denti italiani e francesi in Perù. Secondo il Canevaro i fatti si sarebbero svolti diversamente da come li descrive il Palma. Insieme al Ledos era presente anche un'altro Francese, il chirurgo dr. Dunglas, il quale, dopo che Garibaldi ebbe colpito il Ledos, cercò a sua volta di ferire l'Italiano con uno stocco che teneva nel bastone . Garibaldi prontamente disarmò il Dunglas e s'impadronì dello stocco . A questo punto i due malcapitati Francesi se la devono aver vista piuttosto brutta, tanto è vero che il Canevaro precisa che si misero a tremare umilmente e a raccomandarsi. Comunque Garibaldi non fece uso dello stocco e preferì uscire dal negozio del Ledos. La polizia, richiamata dal fracasso, giunse prontamente sul luogo, ma non potè arrestare Garibaldi a causa dell'intervento di numerosi Italiani. Per evitar scandali precisa ancora il Canevaro la forza pubblica preferì ritirarsi.
Il Console sardo fu informato di quanto avvenuto, lo stesso pomeriggio, dall'incaricato d'affari francese Rati Menton ... che gli espose il fatto alquanto travisato... : comunque i due diplomatici s'accordarono di far opera di pacieri presso ì rispettivi connazionali pera... evitare conseguenze disastrose... . Sem­pre nello stesso giorno, il Canevaro ricevette una lettera del Ministro degli Esteri peruviano in cui lo si invitava a ritenere i suoi connazionali da venire alle mani coi Francesi perchè si vedevano qua e là delle riunioni che facevano sospettare qualche scena disgustosa . A ogni buon conto il Ministro informava di aver dato ordine alla cavalleria di pattugliare le strade.8) La faccenda andava pren-
I) ANTONIO MONTI nel suo La vita di Garibaldi giorno per giorno illustrata Milano, Yallardi, 1932, p. 48. attribuisco erroneamente l'episodio al 2 dicembre. 3) Dispaccio dell' dicembre 1851 in A. M. PAOLO, op, cft., p. 10. 3) Ibidem,