Rassegna storica del Risorgimento
CHABOD FEDERICO
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1960
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pagina
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406
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406 Amici scomparsi
austerità del volto e del tratto che gli conquistò subito e dovunque l'animo dei discepoli.
Cosi fu a Perugia, dove, vinto il concorso universitario, insegnò storia politica moderna in quella Facoltà di scienze politiche dal 1934 al 1938, così a Milano. dove, nella Facoltà di lettere, tenne la cattedra di storia moderna dal 1938 al 1946, così a Roma, dove fu maestro amato di quella disciplina dal 1946 alla Sua scomparsa, cosi al pubblico non soltanto italiano dei corsi di alla cultura a Rodi nel 1939, così alla Sorbona, così a Oxford. La Sua eloquenza, pur non indulgendo mai alla retorica, era viva, suggestiva, trascinante. Chabod ha la lezione drammatica , disse di Lui una volta un Suo allievo intelligente. E non aveva torto, come possono far fede quanti hanno sentito la Sua parola dalla cattedra o in alcuni memorabili interventi nei Consigli di Facoltà, quando si faceva interprete e paladino delle cause più nobili, soprattutto nell'interesse dei giovani e della serietà degli studi. Ancora pochi giorni prima della Sua scomparsa, a un gruppo di discepoli prediletti raccolti attorno al Suo letto diceva, con voce cui neppure la sofferenza toglieva vigore, di ricordarsi che lo storico ha per meta soltanto la ricerca della verità. Nessuno di quelli che lo udirono dimenticherà mai quelle parole*
Fu in un momento particolarmente amaro, come s'è visto, che Chabod si decise a lasciare la politica attiva, riprendendo un'idea che aveva accarezzata fin dai tempi di Grenoble. La corda si è spezzatascriveva il 20 ottobre 1946 . Da quando son tornato da Roma sto assai male, per via di quel mio esaurimento che si è accentuato ancora assai di più. Ero proprio all'estremo delle forze. E così ho dato le dimissioni; giovedì 24 viene eletto il nuovo Presidente della Valle ed io me ne torno subito a Milano... .
Riviste e giornali hanno di recente ricordato la preziosa operosità storiografica di Federico Chabod, mettendone in rilievo l'importanza. Sia sufficiente qui riprodurre le semplice paginetta nella quale, in occasione della chiamata a Roma, Egli indicava ai colleghi che dovevano deliberare gli scritti cui, allora, più teneva.
I lavori maggiori vertono sul secolo XVI, studiato sia nella teoria politica, sia nella politica pratica. Da una parte, gli studi sul Machiavelli: Introduzione al Principe, Torino 1924; Del "Principe di Niccolò Machiavelli, in Archivimi Romanicum, 1927; art. Machiavelli, nelTEnciclopedia Treccani.
Studi sul pensiero politico della Controriforma: Giovanni Boterò, Roma 1934.
Studi sulla vita politica economica e religiosa del Cinquecento: Lo Stato di Milano neWImpero di Carlo V, Milano 1934: Per la storia religiosa dello Stato di Milano durante il dominio di Carlo V, Bologna 1938; Per la storia economica e finanziaria dell'Impero di Carlo V, in Miscellanea Roberto Michels. 1937; Carlo V nell'opera del Brandi, in Studi germanici, 1940.
Uno sguardo d'insieme sul Rinascimento si trova in vari scritti: II Rinascimento nétte recenti interpretazioni, in Bullettin of the International Committee of Historical Science, 1933; art. Rinascimento, nell'Enciclopedia Treccani; art. // Rinascimento nel volume miscellaneo a cura di Ettore Rota, Como 1942. Da parecchi anni è in preparazione una ampia storia della politica estera italiana dal 1870 al 1896. Un primo saggio di essa è lo studio II pensiero europeo della Destra di fronte alla guerra franco prussiana, in Comunità internazionale, 1946, fase. 1 e 2.