Rassegna storica del Risorgimento

CHABOD FEDERICO
anno <1960>   pagina <407>
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Amici scomparsi 407
Tra gli altri artìcoli, studi minori, recensioni, da ricordare Particelo Illu­minismo, nell'Enciclopedia Treccani e l'ampia bibliografìa della Storia d'Italia, pure negl'Enciclopédia Treccani .
A Roma dette piena la misura della Sua grandezza di maestro e di studioso, a partire dalla indimenticabile prolusione, letta il 22 gennaio 1947, nell'Aula Magna della Facoltà di Lettere, su Videa di Europa, ai due grandi saggi della Miscellanea, da lui promossa, in onore di Gioacchino Volpe (Usi e abusi neWammi-nistrazione dello Stato di Milano a messo il '500, Firenze 1958) e dell'altra in onore di Roberto Cessi (Stipendi nominali e busta paga effettiva dei funzionari dell'amministrazione milanese alla fine del Cinquecento, Roma 1958), saggi ai quali Egli teneva particolarmente come quelli che, in Italia, davano l'avvio a quella storia deU'amministrazione pubblica da noi troppo a lungo trascurata. E di questo periodo è, accanto ad altri ritorni agli intereBi antichi per l'età del Rinascimento (Gli studi di storia del Rinascimento, negli Scritti in onore di Benedetto Croce, Napoli 1950; Paolo Giovio, Como 1954; Niccolò Machiavelli, Firenze 1950; Milano o i Paesi Bassi? Le discussioni in Spagna sulla alternativa del 1544,1958), l'impegno profondo con il quale si consacrò, in alcuni corsi uni­versitari e in alcuni saggi, a mettere in rilievo l'importanza dell'idea di Europa, tema a lui carissimo, e a stendere quella che rimarrà per tutti l'opera Sua più degna, quel primo volume della Storia della politica esteta italiana dal 1870 al 1896. Le premesse (Bari 1951), preparato da lunghe ricerche e da studi parziali, miracolosamente salvato, in mezzo ai pericoli e nelle dure personali vicende della lotta partigiana. Primo volume soltanto, purtroppo, ma tale da darci la misura piena della grandezza di Chabod storico. Il Suo capolavoro, si è detto: si. anche così incompiuto rimarrà come la più nobile opera storica scritta da uno studioso italiano negli ultimi trent'anni. Vanto della nostra storiografìa, fu scritto altra volta, questo volume, nel quale l'autore dà piena, continua riprova della impossibilità di scindere, se non arbitrariamente, i due aspetti della vita di un qualunque paese e come sia pura illusione pretendere di chiarirne i problemi della politica estera senza rendersi insieme conto della concreta realtà rappresentata da quella interna, o voler astrarre dal significato e dal peso di quella estera quando si tenti una qualsiasi ricostruzione di eventi interni. Forze ideali e morali, miti ed esempi, interessi ed aspirazioni, fatti e atteggia­menti, impressioni e stati d'animo, nulla fu trascurato da Federico Chabod. H quale, libero da preconcetti, fondendo in mirabile armonia documentazione e interpretazione, testimonianze e sintesi, nella seconda parte dell'opera, fa muovere sul grande panorama delle cose (l'assestamento e il consolidamento interno dopo il '70, l'ideale del pareggio e i programmi tributari del Sella, i problemi della riorganizzazione dell'esercito e del riarmo, la stanchezza soprav­venuta nei più dopo l'eroico fiammeggiare del Risorgimento, stanchezza che influiva sull'opera di governo della Destra, ed insieme, ma pericolosa, la ten­denza alla poesia, cioè all'azione; un'azione magari senza una precisa meta; vaga irrequieta, ma azione ) le figure degli uomini, dei protagonisti, ritratte con pennellata vigorosa, che pur non ignora la delicatezza smorzata del chia­roscuro.
Uguale sicurezza di valutazioni e uguale senso di umana comprensione rendono particolarmente efficaci quelle lezioni, meno note tra noi, che Egli tenne alla Sorbona sulla più recente storia d'Italia (VItalie contemporaine, Parigi 1950), nelle quali Egli ha saputo esporre con mirabile efficacia ad un pubblico straniero