Rassegna storica del Risorgimento
CHABOD FEDERICO
anno
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1960
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pagina
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413
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Libri e periodici 413
tradditori poiché, distrutti per le ispirazioni settecentesche e poi rivoluzionarie gli organismi m qualche modo ancora corporativi, restava una polverizzazione individualistica delle varie forme economiche che, nello spirito della libertà e della concorrenza ottocentesca, rendeva ardue attività che non fossero meramente informative e incrementative e coordinatrici, non obbligatoriamente disciplinatrici e normative, come pure andrà poi fatalmente imponendosi.
Si tratta di una ricerca condotta sugli archivi della Camera stessa e che non intende esaurire tutta l'economia piacentina. Si mette, anzi, fra l'altro, in chiaro che l'attività della Camera non esorbitava dall'ambiente cittadino e commerciale, fornendo in tal modo una importante constatazione ai fini di una comprensione dei rapporti fra città e campagna. E uno studio che si pone come classico lavoro preparatorio , indispensabile per una ricostruzione più organica; lavoro di indole locale, ma compiuto con quella consapevolezza e quel rigore metodologico che ne fanno un prezioso strumento per altre indagini e un significativo esemplare di storia di Camera di Commercio.
Attraverso gli atti consultati, Nasalli può dare informazioni utili non solo sul movimento economico, ma anche sugli indirizzi economici e politici, che hanno ispirato gli amministratori della Camera. Cosi il protezionismo dei pruni tempi (la Camera era sorta nel 1817 per volontà di Maria Luigia); cosi il problema della libertà dei grani affrontata nel 1846; cosi la questione dei collegamenti diretti della città col suo porto naturale, Genova, per attirare i trattici della Valle Trebbia e per favorire i rapporti con le terre montane e con il grande emporio marittimo dello Stato sardo, sicura promessa e premessa della auspicata prossima liberazione d'Italia e della sua unificazione di cui le vie di comunicazione erano il fattore più potente e del resto ineluttabile nella nuova fremente vita dell'Ottocento politico ed economico rifiorente. Alla vigilia dell'Unità, tutta l'azione della Camera sembra ispirata a direttive liberiste, per la presenza di elementi dirigenti, come Pietro Gioia, provenienti dalle correnti del riformismo settecentesco. Un altro problema cui la Camera era posta frequentemente di fronte era quello di dover dare il parere alle autorità sulla concessione dell'apertura di nuove industrie. Particolare interessamento si rileva per il Gas illuminante, di cui Piacenza ha il privilegio di aver ospitato in Italia la prima officina verso la metà dell'Ottocento, ad opera di una società francese costituitasi con la forma della società anonima.
Queste pagine passano naturalmente in rassegna le industrie principali, hi serica e i bottonifici, il mercato dei bozzoli e i problemi del lavoro. Per una più completa e chiara documentazione dell'economia piacentina recano integralmente, in una ricca appendice, alcuni testi, memoriali e soprattutto decreti istitutivi e regolamenti, in parte inediti, in parte poco noti, se non introvabili, che lumeggiano efficacemente l'ambiente e gli sfondi nei quali si trovò a nascere ed agire l'istituzione camerale. FERNANDO MANZOTTI
FIORELLA BARTOCCINI, // Murauismo (L'Età del Risorgimento, 2); Milano, Giuffrè, 1959, in 8, pp. XIV-273. L. 1500.
Questo denso volume, il secondo della collezione curata dalle Scuole di Storia del Risorgimento delle Università di Roma e di Palermo, è ben degno di essere segnalato sia per hi sua impostazione (poiché la Bartoccini non si è per nulla proposta di ricostruire la storia interna del partito murattiauo, di coi già assai copiosa è la bibliografia, ma piuttosto di tracciare un quadro preciso della vasta risonanza che ebbe il fenomeno Milla pubblica opinione italiana e straniera e delle aspre polemiche cui esso diede occasione), sìa, e segnatamente, per i validi risultati conseguiti in virtù dì una salda elaborazione critica di fonti edite e di fonti inedite giacenti, per lo più. frammentarie e disperse ih archivi secondari e iti raccolte private spesso di disagevole accesso. Mi accontenterò pertanto di metterne in rilievo almeno i punti più significativi.
Carlo Luciano Murai, principe di Pontè'corvo, da 25 anni viveva miseramente esule negli Stati Uniti quando, nel '48, richiamato in patria dalla risorgente stella dei Bonapartc, d'improvviso dall'oscurità balzò alla lucè dello ribalta politica senza alcun