Rassegna storica del Risorgimento
ARICCIA ; STATO PONTIFICIO ; GIACOBINI
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1960
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La rivoluzione giacobina nlP A riccia 487
molto complessa da non potersi risolvere li per li con una delibera della Municipalità. Ogni cosa a suo tempo. Tutta qui, dunque, la rivoluzione all'Ariccia? Tutta qui, almeno fino al 26 febbraio, quando la relativa calma che aveva accompagnato il cambio di regime doveva fortemente essere scossa dal movimento insurrezionale dilagato nei Castelli in connessione con la rivolta antifrancese scoppiata a Roma il giorno prima.
IV. L'INSORGENZA CASTELLANA
Come è noto la rivolta di cui furono eroici protagonisti i popolani di Trastevere fu prontamente soffocata nel sangue. Ma ai Castelli le notizie di essa erano giunte deformate e ingigantite così da far ritenere possibile ai molti papalini che vi mordevano il freno un rovesciamento dell'intruso regime. Ce ne dà conferma quel diligente raccoglitore di cronache del suo tempo che fu il Sala, il quale, nel suo Diario romano del 1798-1799 annotò che sopitosi il tumulto di Roma, ad Albano, Castel Gandolfo, Yelletri ecc. tutti quei popoli incominciarono a tumultuare, onde son partite due divisioni di truppe francesi con i cannoni per mettere al dovere gl'insorgenti . L'annotazione è del 27 febbraio. Due giorni dopo, lo stesso Sala registrava il ritorno vittorioso di queste truppe e ne traeva occasione per dare notizia abbastanza dettagliata di quelle dram' matiche giornate castellane: notizia di cui ritengo opportuno, per jnqua-drare gli avvenimenti, dare in nota il testo integrale, da cui risulta che
i) Il Sala riferisce anzitutto che il 28 febbraio il gen. Dalleniagne, esortando i romani alla concordia, comunicava che l'insurrezione era stata preparata anche fuori di Roma; che a Velletri erano stati massacrati 4 dragoni, il segretario e un servitore del Comandante la piazza, e che, infine, la calma era stata ristabilita a Roma e gli insorti a Castello, Albano e Marino erano stati battuti. Ecco poi il testo della cronaca del Sala su tutto il complesso degli avvenimenti castellani di quei giorni; L'origine dell'in surrescione di Albano ecc., fu la notizia che li tumultuanti romani fossero rimasti vincitori e avessero occupato la fortezza di Castel S. Angelo. Gli Albani uniti a quelli di Castel Gandolfo volevano portarsi a Marino a riprendere un cannone che pochi giorni prima li marinesi avevano tolto dal Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo. Atterrarono l'Albero della Libertà e si misero in piena rivolta. Fecero altrettanto i vellctrani e uniti insieme determinarono di rineaminursi verso Roma per soccorrere li Trasteverini. Erano fra tutti circa duemila. Li marinesi, mostrando di volersi unire con loro spedirno alli Francesi replicati avviai, aftinché accelerassero la marcia. Le truppe Francesi inviate per sedare il tumulto sotto gli ordini del gen. Murai prevennero hi minaccia degl'insor* genti tanto dalla parte di Marino quanto dalla via Appia. Esse perciò prevennero li tumultuanti che non le aspettavano in vcrun conto e che si disponevano per incaminarsi verso Roma. Il Bargello di Albano si fece incontro a li Francesi per avvertirli delle mosse degl'insorgenti senza di che la prima colonna francese sarebbe rimasta distrutta