Rassegna storica del Risorgimento

TADDEI EMANUELE
anno <1914>   pagina <41>
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Un granfio giornalista del secolo scorso 41
superiori a mandarlo nel 1791 .come insegnante di lettere in un'al­tro loro collegio a Ohieti, poi Lanciano e successivamente nel collegio Carolino a Messina, ove resto parecchi anni. Fu una vera fortuna per lui la lontananza dalla capitale durante le prime co­spirazioni napoletane del 1793, i processi sanguinosi, la bufera politica del 1799 ed il periodo di terrore che la seguì 1 Se fosse rimasto in Kapoli, non gli sarebbero certo mancate le tentazioni! Selle scuole del Caravaggio aveva avuto a compagni, tra gli al­tri, Vincenzo Galiani ed Emanuele De Beo,1 elle ebbero gran parte in quelle congiure e che le espiarono sul patibolo nell'ot­tobre del 1794, ed a maestro il famoso Carlo Lauberg, anche egli scolopio, vero tipo di cospiratore, quegli che fondò nel 1792 la Società Patriottica, divenne capo del Governo provvisorio alla fuga di Borboni e salvò la vita fuggendo all'estero. Quel singo­lare maestro era una meraviglia di ingegno e di sapere ! Insegnava chimica, fìsica, matematiche, storia naturale e filosofìa e teneva con Annibale Giordano, deipari famoso, una scuola la quale produsse in Ifapoli i primi giacobini..8
H Taddei fàascorse tranquillamente quelli anni a lare scuola, in varie provinole del regno, di lettere italiane e latine, a scrivere versi, panegirici ed orazioni funebri, che gli procurarono una certa notorietà in quel piccolo mondo delle scuole pie e dell'ordine cui apparteneva.8
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Il giovane scolopio, richiamato M Napoli dai suoi superiori ad insegnare un'altra volta nelle scuole pie, vi si trovava ancora all'Inizio della seconda occupazione francese. Il nuovo governo, di re Giuseppe Bonaparte, doveva provvedere ad un giornale che pubblicasse i suoi atti. Occorreva ehi lo redigesse, e per tale uffi­cio si andò a scovare proprio un monaco, il Taddei, nel chiostro del Caravaggio ! Forse lo propose suo cognato, il celebre ostetrico Oronzio De Donno, un patriota del 1799, già deportato in Fran­cia, il quale era allora nella capitale e godeva naturalmente le maggiori simpatie della nuova Corte.4
i D'AYAIA, Wfct di È. De Dna.
* GKOCE, La rìììàVasioM napoletana dal 1799, cap. V.
3 Scrisse la prima orazione funebre a Messina per, il principe di Scaletta,
* L'insigne patriota ed ostetrico mori iieli'ottyk* dello stesso anno 1806.