Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; GERMANIA (REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA)
anno <1961>   pagina <119>
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Libri e periodici
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Novara ha spezzato la vitalità nazionale della democrazia come guida legale del movi­mento per l'indipendenza; Moncalieri ha sanzionato la vitalità autonoma dell'istituto monarchico nell'atto stesso in cui esso ha reso drammatico omaggio alle libertà statutarie. La battaglia del Cavour ha quindi i suoi limiti segnati nel lealismo dinastico a destra e nell'impossibilità di un'alternativa democratica a sinistra. Qui, allorché il terreno della lotta si circoscriveva ed entravano in gioco i principi dell'ammodernamento di uno Stato i cui confini politici e sociali erano solidamente delineati, sfolgorava la potenza eminentemente coordinatrice ed analitica dell'intelletto di Cavour, con quella sua minuzia perseverante, la facilità prodigiosa di apprendere e semplificare, l'entusiastico e quasi aggressivo dinamismo del legislatore che si sente protagonista polemico di libertà, susci­tatore di nuove forme di convivenza sociale, d'intrapresa economica, di dignità indivi­duale. Non si può governare sulla punta di uno spillo dice Cavour a de la Rive, allorché si confida con lui sull'intransigenza confessionale, accortamente suscitata dallo stesso Cavour, che ha mandato a monte la combinazione di centrodestra sulle basi antiquate care ad un Balbo o ad un di Revel (significativo e degno di approfondimento sarebbe l'appannarsi del centrismo costituzionale puro facente capo ad Alfieri). Questo spillo egli curò tuttavia di aguzzare con l'affidare a Rattazzi, che era pur sempre l'uomo di Novara e che doveva di ciò pagare amaramente le spese, due riforme di così vistoso impegno laico e civile quali il progetto matrimoniale e quello sulla revisione del codice penale. Conseguiti questi obiettivi, che fiaccavano definitivamente, almeno al di qua delle Alpi, il prestigio civile del clero e rimuovevano gli ultimi impacci di una legislazione assolutista, ammoder­nato e ringiovanito Io Stato, lasciato personalmente un solco profondo in tutti i campi dell'attività economica del paese, Cavour poteva lasciar cadere l'equivoco quanto intel­ligente e tempestivo espediente tattico del centro-sinistra e volgersi alla formazione di una maggioranza sterminata che accettasse concorde l'ordinamento dello Stato e l'in­dirizzo politico impostati dal Cavour,
Qui, quando l'economista, il giornalista e lo stesso ministro cedono il passo al mira­coloso demiurgo dell'unità d'Italia, qui, o poco innanzi, lo coglie la maggioranza dei coadiutori e degli apologeti che ricordavamo in principio. E qui anche la biografia del de la Rive perde le sue ambizioni di ricostruzione di un ambiente, di una cultura, di una personalità, per limitarsi ad una cronaca serratissima degli avvenimenti di cui i lettori erano stati spettatori e dei quali ancora non si potevano esattamente valutare hi comples­sità e la grandezza. Ma per gli anni precedenti, e specialmente per quelli anteriori al 1848, la biografia del de la Rive (che il Fischedda arricchisce con documenti d'archivio già noti, ma felicemente disposti ad integrare ed illuminare il testo) conserva intatta la sua fre­schezza di testimonianza, la sua agilità narrativa, ed anche, se non c'inganniamo, una intelligenza di prospettiva storiografica difficilmente ripetibile. Giacché è grande ed arduo merito dello storico saper scavalcare gli aspetti fragorosi dell'opera di un protagonista contemporaneo per andare a rintracciare i rivoletti culturali, le scaturigini psicologiche, le sorgenti ambientali della remota giovinezza, dalle quali hanno preso vita, con mirabile coerenza intellettuale, il pensiero politico e l'azione di governo del conte di Cavour.
RAFFAELE COLAPIETRA
Le relazioni diplomatici fra la Francia e il Granducato di Toscana. Ili serio: 1848-1860, a cura di ARMANDO SÀITTÀ. Voi. I: 7 marzo 1848-29 dicembre 1850; voi. II: 4 gen­naio 1851-30 dicembre 1857, 2 parti; voi. Ili: 6 gennaio 1858-14 luglio 1860. (Fonti per la storia d'Italia, 33, 84, 35); Roma, Istituto storico per l'età moderna e contemporanea, 1959, in 8, pp. XXi-418; 683, 529. L. 3000, 5000, 3000.
Questa terza serie della preziosa collezione di documenti sulle relazioni diplomatiche, tra gli Stati italiani e le grandi potenze europee, che l'Istituto storico per l'età moderna e contemporanea va pubblicando dal 1925 con ritmo regolare* comprende il .carteggio ufficiai. scambiato tea il. ministro degli affari esteri francese, la legazione francese a