Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; GERMANIA (REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA)
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1961
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Libri e periodici
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Bnldasseroui e specialmente del reazionario pei eccellenza ministro degli interni Land ucci. L'opera dei demagoghi si esplicava segretamente con lo stampa clandestina di giornali (quasi ogni giorno la polizia, benché per lo più dormisse o fingesse di dormire, ne sequestrava un gran numero) o con lo scambio contìnuo di lettere o circolari cirrate (di cinque cifrari diversi alla fine del '52 fu scoperta la chiave). Le società segrete erano sparse por tutte le cittadine della Toscana, oltre che nei centri maggiori e anche nei piccolissimi centri e anche nelle campagne, ove peraltro ottenevano scarsi successi perchè i contadini erano ancor sempre legati in maggioranza al Granduca e alla Chiesa (e lo saranno sino alla rivoluzione del *59 e anche dopo). Maggior simpatia e seguito ottennero invece dal ceto operaio, scontento per il crescente carovita, determinato specialmente dall'aumento continuo di tasse onerose per le ingenti spese che al bilancio dello Stato imponeva l'occupazione straniera. E nel contempo cresceva la sfiducia verso il Sovrano e si farà essa universale per tutta la Toscana, dal codino dottrinario al più sfrenato mazziniano (cosi scriveva a Parigi l'osservatorio di Firenze) man mano che egli, perduto del tutto ogni suo tradizionale modo paterno, diverrà irreparabilmente inquieto, pauroso e vendicativo* convinto, perchè, guidato da una camarilla subalterna cui si era dato a piene mani (era la voce allora corrente) che l'unico sistema giovevole, in quel disordine, per governare consistesse nel reprimere e nel-punire. E ogni dì andava pure perdendo terreno il Baldasse-roni, ostinato conservatore e autonomista, perii quale l'Italia finiva con i confini della sua Toscana, perchè troppo evidente si faceva di giorno in giorno il suo servilismo verso il potere straniero e verso lo stesso Granduca, che peraltro lo premiava della sua fedeltà costante dando più. ascolto (si diceva) che a lui al Landucci, che il diplomatico francese definisce un rinnegato venale e ambizioso, convertitosi per calcolo più che per convinzione , H ministro plenipotenziario Brénier, che già aveva visitato la Toscana nel '47, inviato nuovamente in missione straordinaria nel gennaio del '54, scriveva al ministro degli esteri a Parigi che una rottura tra il paese e il Principe era ormai ineluttabile e che la riconciliazione non sarebbe stata più possibile e che non restava altro rimedio per la salvezza in Toscana dell'idea monarchica che l'abdicazione di Leopoldo in favore del figlio, il quale peraltro avrebbe dovuto assumere un indirizzo più conciliante. È la proposta (e lo vedremo) che gli sarà con insistenza fatta qualche anno dopo, ma invano; Nella lettera il diplomatico aggiunge (e la notizia è ben degna di essere rilevata) che frattanto tra i costituzionali e gli antichi repubblicani moderati si stava preparando una specie di fusione di fronte agli avvenimenti politici che andavano allora svolgendosi in Europa e che tra essi vi era un gruppo di piemontaristi che avrebbero desiderato distruggere l'esistenza del Granducato a profitto dell'indipendenza nazionale e d'istituzioni meno restrittive e più feconde . È il primo segno del risveglio del partito moderato, chiusosi dall'inizio della restaurazione ad ogni contatto con gli interessi del paese. Un accostamento più attivo tra i mazziniani e gli elementi più spinti dei moderati si ebbe nel T57, quando l'astio contro il Granduca andava crescendo estendendosi man mano a tutte le classi sociali, compresa ora, in parte, anche la popolazione delle campagne. Ricaviamo dalle notizie del carteggio diplomatico che intese scritte per un movimento di sollevazione d'accordo tra i due partiti eran state intercettate ai primi di maggio e anche a Roma il cardinale Antonella informava il diplomatico toscano, marchese Scipione Bar-gagli, che in Toscana si stava preparando qualche guaio. Il 16 del mese stesso la polizia di Livorno notificava al governo di Firenze che il capo dell'agitazione doveva essere un certo Malenchini, membro assai influente del partito costituzionale . Altra notizia del 26 giugno: il Maleneluni riceve in casa sua a tarda notte il Grimaldi (che era membro della Società nazionale ), il Mangini (che era deputato guerrazziano di Livorno) assieme ad altri aderenti al partito repubblicano. L'insurrezione, come si sa, ebbe luogo in verità il 2 loglio, prontamente repressa dopo un breve conflitto tra le troppe del governo granducale e gli insorti. Il Malenchini all'ultimo momento venne meno all'impegno assunto; ma non n dimentichi che il Malenchini, già combattente nel '48-49 farà poi parte, con il Peruzzi e con il Danzini, del primo governo provvisorio toscano nel *59.1 costituzionali meno avanzati* invece, appartenenti al grappo intellettuale ripresero l'attività culturale