Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; GERMANIA (REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA)
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1961
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187
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Vita dell'Istituto
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Il Congresso è stato inaugurato dal presidente dell'Istituto. L'oratore ha tracciato il panorama degli avvenimenti e delle idee in Italia dal 1797 al 1861, dando un particolare risalto alle date del Trattato di Tolentino e della battaglia di Castel fi dardo, come momenti entro i quali si è maturata la storia dell'unità nazionale e concluso il problema del potere temporale della Chiesa, secondo le aspirazioni degli stessi cattolici del rango di un Durando.
Sui due termini di studio, Tolentino e Castelfidardo, si è svolto il lavoro della folta pattuglia di studiosi, col risultato di un elevato contributo di chiarimenti, resoconti, prospettive, rilievi, notazioni.
Alla prolusione del prof. Ghisalberti è succeduta la relazione del prof. V. E. Giun-tella su Le Marche agli albori del Risorgimento . L'oratore ha guardato le condizioni economiche, morali, intellettuali dei vari strati della popolazione marchigiana e ha studiato con speciale interesse le qualità e le attitudini della nuova classe, che l'avvento napoleonico in Italia portò alla ribalta della storia. Ha altresì vagliato il senso e la proiezione politica di vicende che attualmente la storiografia risorgimentale studia per una ricerca di definizione più precisa, vale a dire le rivolte della fame e l'insorgenza delle plebi .
In linea strettamente cronologica è seguita la relazione del prof. Aldo Berselli su La Restaurazione e le società segrete . Nella sua serrata trattazione lo studioso bolognese ha fatto importanti rivelazioni sulla fisionomia della borghesia marchigiana nel lungo e complesso periodo che si fa correre dal 1815 al 1845, seguendo il nascere delle speranze o lo spegnersi delle medesime e il conseguente ricorso alle organizzazioni segrete, alla luce di una politica ecclesiastica attuata in direzione di un ammodernamento amministrativo o ferma negli schemi tradizionali.
Il prof. Luigi Dal Pane ha riferito su La vita economica e sociale delle Marche durante il Risorgimento . Dopo nn attento esame della situazione cerealicola, che fu e resta la fonte prima della vita economica delle Marche, il Dal Pane ha guardato le manifestazioni connesse all'agricoltura come la vita di certo artigianato "asaùngo e della piccola industria tra il 1700 e il 1800. Ha sottolineato, poi, iniziative scientifiche e accademiche sorte nel clima di ripresa feconda e serena di quelle attività produttive che hanno dato un posto singolare alle Marche nella vita dello Stato pontificio, e pensate in funzione di un avanzamento sociale proposto qua e là da alcune élitcs di illuminati.
H prof. Giovanni Maioli si è soffermato su Il decennio di preparazione e la Società Nazionale nelle Marche . Il relatore ha illustrato la lunga battaglia d'attesa nella quale vissero le Marche fuori di contatti vivi con le grandi città del nord, senza il conforto di un'autonoma cultura coraggiosa e producente, dimostrando che solo dopo la guerra di Crimea le Marche uscirono dal loro isolamento e svelando la parte giocata dalla Società nazionale prima della guerra di unità.
Il gèn. Eugenio Righi ha svolto il tema Aspetti militari del Risorgimento marchigiano con particolare riferimento alle operazioni militari del 1860 nelle Marche e nell'Umbria . È stata una calda evocazione degli avvenimenti strategici di tutta la campagna, con una stretta ricostruzione del comportamento tattico delle forze che operarono in posizioni avverse a Castelfidardo.
Il prof. Carlo Bo ha trattato La cultura marchigiana nel periodo risorgimentale . La cultura delle Marche egli ha sostenuto è giunta al '60 separata, e nemmeno 'dopo, nemmeno ai nostri giorni, se sì vuole, è riuscita a perdere quel suo carattere di cultura in esilio. E stata spesso una cultura elegante, rara, di ottima formazione, come, ad esempio, nei primi anni dell'800 in Pesaro per opera dei Perticati, dei Sassi, del giovanissimo Marni uni, ma sempre volta all'accademismo, almeno nella misura in cui ve la spingeva l'incapacità di adeguarsi, sa un piano Intimamente costruttivo, alle nuove sollecitazioni.