Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; GERMANIA (REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA)
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Vita dell'Istituto
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e dell'Umbria , ed è stato messo in luce t'apporto doto al Risorgimento italiano dai giovani delle varie regioni, i quali, con l'impeto della giovinezza vivificata dall'amore per la Patria, si arruolavano nell'esercito piemontese, affratellati per opera della Società, che nel conte Orsi ebbe l'organizzatore ideale per le Marche.
Ha preso quindi la parola il colonnello Ferdinando Di Lauro, capo dell'Ufficio storico dell'Esercito Italiano, sul tema: Gastelfidardo , illustrando con ampiezza e profondità di visione storica le giornate dense di preoccupazioni he precedettero la Campagna del 1860 per l'annessione dell'Umbria e delle Marche, e sottolineando l'errore strategico dei soldati pontifici che, non avendo saputo evitare la battaglia di Castclfi-dardo, dovettero cedere, anche se dopo una difesa non priva di episodi di valore. La piazza-fotte di Ancona, fine essenziale dell'azione dell'esercito e della marina piemontese; la vittoria di Ancona preparava la vittoria garibaldina del Volturno.
Nel pomeriggio, le conferenze tenute nella Sala consiliare del Comune di Castelli-dardo, rispettivamente dal generale Alberto Moutesoro sul tema: La battaglia di Gastelfidardo e l'assedio di Ancona e dal generale Vincenzo Longo, direttore de H corriere militare, sul tema: L'esercito pontificio e il 1860 , hanno concluso i lavori della seconda giornata del Convegno che ha visto altresì lo scoprimento di una serie di <c cippi marmorei collocati sui luoghi più rappresentativi dello scontro fra l'esercito pontificio e le forze piemontesi*
Il gen. Montesoro ha illustrato lo svolgimento della battaglia di Castelfidardo, dalla marcia di avvicinamento dei due eserciti contendenti allo sviluppo delle varie fasi sul campo (divisione dei pontifici in tre colonne, successivamente impegnate nello scontro; urto con i bersaglieri e con gli altri corpi italiani; morte valorosa del De Pimodan; ritirata del Lamoricière con pochi altri su Ancona), quindi l'assedio di Ancona, con l'azione combinata dell'esercito e della marina. Il gen. Longo ha documentato, con precisione e ricchezza di particolari, lo sforzo del Lamoricière per dare forza operativa ad un esercito che aveva funzioni prevalentemente di parata.
Nella terza giornata ha preso la parola trattando Le operazioni navali in Tirreno e in Adriatico nel 1860 , l'ammiraglio R. O. Aldo Cocchia, che con chiarezza e competenza particolare ha illustrato l'opera del conte di Cavour come ministro della Marina, i preliminari movimenti che prepararono l'imbarco dei Mille, la pericolosa traversata dei garibaldini, le operazioni della flotta piemontese nel Tirreno, prima, e nell'Adriatico, poi, e lo sforzo decisivo per accelerare la resa di Ancona affinchè la sollecita risoluzione delle operazioni evitasse il pericolo di un intervento austriaco.
Ha successivamente preso la parola il prof. Anthony P. Campanella, docente nell'Università di Maryland (U.S.A.), Field Expert dell'U.N.E.S.C.O., su I volontari irlandesi nell'esercito pontificio : nella previsione di un attacco armato il ministro pontificio alle Armi aveva arruolato in tutti gli Stati giovani di nobile famiglia, privi di ogni cultura e pratica militare, a molti dei quali vennero affidati incarichi di comando.
A questo esercito, composto di uomini di nazionalità diverse e male armato, appartenne il battaglione di S. Patrizio, formato di volontari Irlandesi, litigiosi e non sempre disciplinati, che accrebbero con la loro condotta il disordine già esistente nell'esercito.
L'aw. Emilio Farlo ha infine tenuto la relazione finale sul tema: Riflessi politico-militari della campagna delle Marche e dell'Umbria nella Lombardia e nel Veneto, con speciale riferimento alla fortezza di Mantova , riferendo sui timori austriaci e sulle conseguenti preoccupazioni difensive alla vigilia dell'intervento piemontese nella campagna delle Marche e dell' Umbria.
A chiusura del Convegno, dopo brevi parole del gen. Mondini, il prof. Cocchi ha ringraziato a nome del- Comitato organizzatore i relatori ed i partecipanti, sottolineando la serietà e la profondità dei dibattiti e dello discussioni, che hanno posto in luce aspetti prima ignorati o trascurati o travisati della campagna militare esaminata nei tre giorni del Convegno, ed ho coneluso affermando la certezza ohe tuia sempre più approfondita conoscenza critica del Risorgimento non potrà che assicurare, nell'acquisita consape-