Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <205>
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BFONTI [E (MEMORIE I
VOCI CARCERE
(DA CARTEGGI DI DETENUTI POLITICI PER I FATTI DEL '48 A NAPOLI)
In un precedente scritto *) accennai alla esistenza di una corrispon­denza intercorsa fra detenuti politici e Carlo Poerio dalle loro rispettive prigioni, durante lo svolgersi della istruttoria e del pubblico dibattimento del processo detto dei Quarantadue, in cui la maggior parte di essi era implicata. Di essa sopravanzano poche soltanto delle molte lettere, che dalle superstiti è dato presumere si scambiassero tra loro, e, anche, di alcuni soli dei parecchi corrispondenti. In maggior numero sono quelle dirette al Poerio: pervenuteci dall'archivio della sua casa, dove erano state accuratamente custodite fino a quando esso non andò miserevolmente di­sperso e distrutto; e pochissime quelle di lui, non avendo esse forse trovato uguale custodia presso i rispettivi destinatari e i loro familiari, e per questa o per altre ragioni saranno andate anch'esse smarrite o perdute, essendo riuscita vana ogni ricerca per venirne a capo.
Date le particolari condizioni dei mittenti e la natura del luogo ove essi erano trattenuti, le loro lettere di rado escono dai limiti strettamente perso­nali, segnati da quelle condizioni e circostanze; tuttavia esse, per diversi altri aspetti e, più, perla personalità del destinatario, hanno lati non privi d'interesse e d'importanza, che le rendono meritevoli di venir conosciute.
Carlo Poerio, come fu altra volta rilevato, pur non essendosi vinco­lato a nessuna setta o partito politico, era, per tradizione di famiglia e per meriti propri, specialmente dopo la morte del padre, considerato da tutti capo del movimento liberale moderato del Mezzogiorno. Negli anni che precedettero il '48, aveva validamente contribuito, anche cospirando, al risveglio della coscienza civile della borghesia napoletana per il trionfo delle idee costituzionali, pagando di persona col carcere e le persecuzioni poliziesche; raggiunto, poi, con l'ottenuta Costituzione, lo scopo, portò nell'applicazione e nello svolgimento di essa il contributo della sua illu­minata conoscenza giuridica e della sua dirittura morale, sia dalla poltrona di ministro sia dallo scanno di deputato. E quando la reazione venne a soffocare le libertà civili e personali di quelli che le avevano propugnate, egli, forte della coscienza del dovere onestamente e lealmente compiuto, disposto al sapremo sacrificio per il trionfo di quei suoi ideali, affrontò e
') Cfr. Rassegna storica del Risorgimento, a. XLIII (1955), fuse. IV, p. 626, n. 1.