Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <208>
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208 Nunzio Coppola
propensione per la matematica e la carriera militare. Ma, dovendo solle­citamente provvedere ai bisogni della famiglia, caduta in miseria per le dissipazioni paterne, si volse alla giurisprudenza, e, non ancora ventenne, esordi come avvocato nel foro napoletano. Ma ben presto gli avvenimenti del '20 lo distolsero dalla professione. Di idee liberali, fece parte del corpo di spedizione del generale Florestano Pepe nella campagna di Sicilia. Sopravvenuta la reazione, fa, per aver partecipato a un fallito tentativo di resistenza a Palermo, arrestato e chiuso nel castello di Trapani. Li­berato dopo qualche mese, ritornò a Napoli, dove, per non cadere nelle mani della polizia, si tenne nascosto e randagio per circa quattro anni; ma, alla fine, arrestato, fa tenuto in carcere, senza processo, per ventisette mesi. Liberato verso la fine del '28, potè finalmente riprendere la pro­fessione forense con notevoli successi, che gli permisero di ricostituire a poco a poco l'agiatezza della famiglia, della quale era runico valido soste­gno, provvedendo anche al mantenimento e all'educazione di altri quattro tra fratelli e sorelle.
Da quelle vicende politiche trasse, come disse più tardi, un amaris-simo e scoraggiante disinganno , che gli valse a farlo tenere estraneo ad ogni attività politica fino al '48; ma non rinunciò per pavidità né per dubbi, alle sue idee di libertà e di progresso civile: e prestò il suo patrocinio di avvocato a quanti accusati per i fatti dell'agosto-settembre del *47 ricorsero a lui. Professionalmente, s'era già in quel tempo collocato fra i maggiori luminari del foro napoletano, e legato in salda amicizia con la maggior parte di essi, fra i quali Carlo Poerio. Concessa la Costituzione, fl. Tofano, nel ministero del 28 febbraio, fu nominato prefetto di polizia, sotto la direzione del Poerio; e quando, nel successivo rimaneggiamento, questi passò al ministero dell'Istruzione, egli non ostante la scarsa popo-
di tali indagini, o perchè, com'è più, probabile, ritenne, per quell'atto battesimale, assi­curato al piccolo casale di Paupisi l'onore di aver dato i natali a ai fulgida gloria (far­neticando inoltre di promuovere, prima, una solenne commemorazione del grande scomparso e, poi, una doverosa revisione del caso Tofano !), visto cosi appagato il suo amor del campanile, non si sia carato di fare altre indagini. Per mio Conto, convìnto che le jeu n'en vaut pus la chandelh, non mi è passato neppur per la mente di occuparmene ulteriormente, bastandomi la dichiarazione del Tofano sul luogo di sua nascita e sugli anni, approssimativi, di sua vita: avendo egli ripetutamente asserito di esser diciottenne nel *20 e sessantenne nell'ottobre del '61 (che porterebbero appunto a ritenerlo nato tra gli anni sopra indicati). La data del registro paupisano, invece, lo indicherebbe di almeno un anno pia vecchio. Se questa data fosse la vera, ne scaturireb­bero uovi argomenti di fatuità e di corrontevoleaza, do aggiungere a quelli dai contem­poranei riscontrati nel temperamento del Tofano: il quale, paupisano, si sarebbe fatto passare per nato in Airola, e diminuito di un anno la età. Cosa, che, francamente, non ci sentiamo, da parte nostra, di fare, cosi, gratuitamente. 0 Lettera Agli eiettori, cit.t Appandicet p. 193.