Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno
<
1961
>
pagina
<
210
>
210 Nunzio Coppola
incriminarlo. Rimasto a piede libero, si prodigò nelTassistere col suo patrocinio molti degli amici caduti nelle reti della polizia e sotto la giurisdizione delle Corti speciali. ') Più impegnativa fu la difesa, che egli, insieme con l'avvocato Gennaro De Filippo, assunse, nel gennaio del '50, di Carlo Poerio e di altri coaccusati nei due gradi del giudizio di ricusa in persona del presidente della Corte. Per la circostanza, pronunziò e poi diede alle stampes) una difesa, che il Poerio stesso defini: non solo un solenne attestato di fede verso l'amico sventurato, ma un documento memorando e non perituro di coraggio civile . Ma Patto di coraggio non passò impunito. Rigettato il ricorso, il Tofano, con ordine verbale di polizia, non motivato, venne arrestato la sera del 10 febbraio (il De Filippo aveva fatto in tempo a mettersi in salvo oltre frontiera) e chiuso nel carcere di Santa Maria Apparente. Durante la prigionia, non cessò di interessarsi con viva premura della processura istruttoria e dibattimentale a carico dell'amico, col quale intrattenne una fitta corrispondenza, che pur troppo ci è giunta solo in minima parte.
Dopo due anni di carcere, senz'aver subito né interrogatorio formale né processo di sorta, il Tofano, il 10 febbraio del '52, venne escarcerato ed espulso dal regno. Trascorse il suo esilio, ove poi lo raggiunse la famiglia, per i primi cinque anni a Pisa e, poi, a Torino, accolto con cordiali manifestazioni di stima e di rispetto dalla emigrazione politica meridionale rifugiata nelle due città. A Torino ottenne di esercitare la professione forense, e potè così sopperire alle gravi difficoltà economiche incontrate lontano dalla patria.
Pur vivendo in grandi strettezze, non mancò di assumere gratuitamente la difesa di molti imputati politici, tra i quali, insieme col giurista Giuseppe Pisanelli, l'emigrato napoletano Giuseppe del Re, accusato di apologia di reato per aver scritto un carme in onore di Agesilao Milano, l'attentatore di Ferdinando H: quella sua arringa, largamente riportata dalla stampa liberale piemontese, fu un vero atto di accusa contro la tirannide borbonica.
Nella sua pur modesta, ma ospitale casa di Torino, convenivano assiduamente i pia ragguardevoli esuli politici meridionali ivi dimoranti o transitanti, a godervi della franca, rumorosa, ma sincera cordialità del
') Un'altra testimonianza dell'assistenza che il Tofano prestava agli accusati politici e delle care che loro prodigava, si ha in una sua lunga lettera del 24 dicembre 1849 al giurista, esule in Torino, P. S. Mancini, serbata nel Musco centrale del Risorgimento, Roma, e ora quasi Integralmente pubblicata in E. MOHELLI, Tre profili, Roma, Ediz. dell'Ateneo, 1955, p. 82 sgg.
wPer C. Poerio nel giudizio di riatta, in 8 di pp. 64, B.n.t. In fine dell'opuscolo è riportala la nobile ed affettuosa lettera del Poerio qui citata.