Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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Voci dal carcere
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Tofano, e delle premurose delicate sollecitudini della moglie Angela, la quale, per molti di quegli esuli, privi di patria di affetti e di mezzi, fu un vero angelo consolatore. Mariano D'Ayala, *) che fu saldo e fedele amico del Tofano, e nella fausta sorte e nella ria, ci ha lasciato un simpatico quadretto romantico e sentimentale di quelle riunioni, al quale si può senz'altro credere, perchè effettivamente romantica e sentimentale era la massima parte di quei partecipanti, anche se poi, pur troppo, nei giorni della sventura piombata su quella casa, quasi nessuno più di quegli antichi frequentatori mostrò di ricordarsi delle cordialità, che di tanto avevano alleviato le pene dell'esilio.
La liberazione e il seguito ritorno in Italia dei condannati politici napoletani usciti dalle galere borboniche, colmò di gioia l'animo di Già-? corno Tofano, che poteva così riabbracciare dopo dieci anni il diletto Poe-rio. Ma rincontro in Torino dei due vecchi amici, nel maggio del '59, segnò anche l'inizio del loro distacco, essendosi ritrovati divergenti e contrastanti sulla via da seguire, circa la questione napoletana, per il raggiungimento dell'indipendenza e dell'unità d'Italia. Carlo Poerio, dai colloqui avuti a Londra, dopo la sua liberazione, coi maggiori uomini politici liberali e conservatori di quel paese sulle cose d'Italia e con l'incaricato d'affari piemontese, aveva tratto il convincimento che, in rapporto alle condizioni generali dell'Europa, la via migliore per avviare alla soluzione il problema, era quella tracciata dal Cavour; il quale, alleatosi con Napoleone per la guerra contro l'Austria, considerava utile ai suoi fini attrarre in quell'alleanza anche il giovane re di Napoli. H Poerio, convinto della utilità di siffatta politica, seppe far tacere nel suo animo ogni risentimento personale verso la dinastia che lo aveva tanto iniquamente martoriato, e s'impegnò a seguire quella politica e a patrocinarla presso i suoi amici. Ma non tulli i suoi vecchi amici politici lo seguirono in questo suo modo di vedere-. Ci furono convegni, riunioni, abboccamenti tra gli emigrati napoletani a Torino, a Genova, a Firenze, ma l'accordo tra le diverse opinioni e tendenze non fu mai raggiunto, anzi i contrasti si fecero sempre più stridenti; e valsero, tra l'altro, a separare per sempre l'uno dall'altro i due vecchi amici napoletani, che non si riconciliarono più, neppure dopo la raggiunta unità della patria. s)
li) Memorie di Mariano WAyula e del suo tempo (1808-1877), scritto dal figlio Michelangelo, Torino-Roma-Fironzc, Fr. Bocca, 1886, p. 229 sgg.
' 2T II Tofano, nel raccontar questo distacco dal Poerio è molto aspro e quasi sprezzante verso il suo vecchio amico; ma è un risentì monto a posteriori, quasi per fare ammenda delle espressioni di lode e di devota ammirazione usate finallora nel nominare il Poerio, e che non si può dire del tutto ingiustificato.