Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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214 Nunzio Coppola
Ma altri fattori e circostanze, dei quali mette conto fare un rapido cenno contribuirono al sacrificio, facendolo apparire come una fatalità ineluttabile.
Innanzi tutto il temperamento stesso del Tofano: nomo indubbiamente non privo di meriti e di virtù, ragguardevoli, ma enfatico, esuberante, espansivo, loquace, poco cauto per bonarietà e per eccessivo concetto delle proprie capacità e non sempre in grado di sapersi rendere conto della malizia altrui. Se non propriamente correntevole e leggero , come lo
vissuta e dolorosamente martoriata del Tofano, sente il dovere di proclamare solennemente, per intimo convincimento, la innocenza di lui. Furono, queste, si può dire, le sole parole chiare ed esplicite di ""ìonq simpatia pronunziate in Parlamento sull'innocenza del Tofano. Tutti gli altri deputati, che presero la parola sull'argomento, trattarono quasi esclusivamente della procedura e del rispetto delle formalità. Il deputato Ara, a sua volta, che pur non disdegnò poi di ricordare d'essere stato amico del Tofano, rinnova in parte la proposta del Mandoj per la nomina di una Commissione che esamini i fatti e ne riferìsca all'Assemblea perchè questa possa pronunziarsi con piena cognizione di causa. Il ministro guardasigilli, Màgtìetti, si oppone alla richiesta del Tofano e dichiara che, essendosi, dopo un accurato esame degli atti inviatigli dalla Luogotenenza napoletana, convìnto che il Tofano non potesse, senza danno dell'1 amministrazione della giustizia, occupare il posto che in quel momento occupava ; e, considerato che costui non aveva ancora raggiunto la stabilità nell'ufficio, lo aveva dimesso , non destituito , come l'interessato riteneva accusando d'illegittimità il provvedimento. Dichiara, infine, di non opporsi, ove la Camera lo chieda, al deposito degli atti. Dopo una breve discussione sulla proposta Ara, che è per la nomina d'una Commissione di esame e non d'inchiesta, essa vicn messa ai voti. I deputati Lazzaro e Castellano votano per il rigetto, preferendo la inchiesta. H Guardasigilli riconferma la sua opposizione all'accoglimento della domanda del Tofano. L'on. Minervini propone di differire la discussione. L'on. D'Ayala si oppone, perchè, dice, ogni giorno che passa è un giorno di più di dolori per l'accusato; e, senza voler entrare nel merito, dichiara che il documento della innocenza del Tofano si ha nella grande miseria dì lui. Si approva infine la proposta Ara di deferire al Presidente la nomina di una commissione di esame composta di cinque deputati. E nella seduta successiva il Presidente comunica la nomina della Commissione di esame composta dei deputati De Luca, D'OndesReggio, Melegarì L. A-, Capriolo e Farmi che ne sarà il Presidente.
La Commissione presentò la sua relazione 1*8 gennaio, e nella seduta del 15 il Presidente ne diede comunicazione alla Camera. Le conclusioni furono: di non aderire alla fatta domanda d'inchiesta e di passare sul complesso della petizione all'ordine del giorno. (Si accettava, cioè, il deliberato del ministro). Apertasi la discussione su di esse, l'on. Chiave insiste sulla necessità di una inchiesta. L'on. Scoccherà comunica l'arrivo di un indirizzo del Consiglio provinciale di Benevento sul medesimo oggetto. L'on. Melegarì, relatore della Commissione dei cinque, mantiene ferme le sue proposte conclusive. H D'OndesReggio, osservando che il ministro si è dovuto allontanare dall'aula, propone il rinvio della discussione. L'indomani, 16, essa viene ripresa, e dopo la lettura della petizione degli elettori di Airola e dell'indirizzo del consiglio provinciale di Benevento, ha la parola il Tofano. Il quale, dopo una verbosa disquisizione intorno alla dignità e all'onore del cittadino e sulla spontaneità e genuinità delle petizioni venute da Airola e da Benevento, affronta la questione pregiudiziale e ribatte, con buoni argomenti di fatto e di diritto, la- piuttosto cavillosa distinzione del lVlinist.ro sul provvedimento di esonc-razione e non di destituzione, e sui termini di tempo richiesti dalla legge per stabilire la inamovibilità di un alto magistrato. E qui non può non riconoscersi cho sia stato acuto dialettico. Esaurita questa parte, dice ohe se gliene fosso data facoltà, avrebbe da rilevar