Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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220
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220 Nunzio Coppola
retta, in qualche modo la corrobori; ma tale prova manca finora. E perciò il dubbio rimane insoluto. '>
Certo, la condanna del Tofano senza una regolare istruttoria sui latti che la determinarono, e senz'appello, fu una pagina assai triste: non soltanto perchè distrusse la vita morale e civile di un uomo, che, pur nella modestia delle sue facoltà, aveva ben meritato del suo paese; ma perchè, proprio all'inizio della raggiunta unità nazionale, andò a ferire quei sensi di giustizia, di libertà e di umanità, in nome dei quali si era lottato e sofferto per raggiungerla; ed ingenerò nell'animo di molti sospetto diffidenza e sfiducia verso quasi tutti gli uomini che a quell'opera avevano collaborato.
Queste poche lettere superstiti, che ora si pubblicano per la prima volta, se in parte confermano il giudizio sopra riferito, di un Tofano, nomo troppo pieno di sé, più loquace che riflessivo, incanto, fantasioso e spesso parabolano, sono anche un chiaro documento della sua generosità, del suo attaccamento all'amicizia, dei suoi onesti principi di giustizia di libertà di patria, e dimostrano non meno chiaramente, che chi le scrisse non poteva essere un uomo capace di macchiarsi sia pure per sola leggerezza o sconsideratezza di un delitto di slealtà e di tradimento verso i suoi compagni di galera e di esilio.
1. Mio caro Carlo,
Ho letto lo spoglio della prima processimi che ti riguarda, ed ho visto la futilità degl'indizii che ti colpiscono. Intanto io trovo al foglio 57 della processala la prima denunzia di Jervolino datata il 16 maggio, ' mentre il verbale del tuo arresto sta al foglio 52, che antecede la d.a denunzia per quanto riguarda la sua esistenza legale in processimi. Epperò desidero conoscere, come sia stata
2) Non è arrischiato supporre che non lieve disgusto producesse sull'animo del Pocrio la conoscenza della supplica rivolta al re di Napoli dal Tofano. Lo stesso può ben supporei anche nei riguardi del Pironti, allora segretario generale nel ministero di Grazia e Giustizia della Luogotenenza e forse consultato dal Gialdini sui noti documenti; e del cui contegno verso di so in quelle circostanze il Tofano molto si rammaricò. Il Pi-rem tu nomo diritto ed inflessibile, era stato anche lui amico intimo e, al pari del Poerìo, difeso dal Tofano nelle medesime circostanze, come si rileverà anche dalle lettere, che ora si pubblicano.
2) i,a prima denunzia di Jervolino, che accusava il Poerìo di appartenenza alla setta, fu presentata alla Polizia il 19 aprile 1849; il 16 maggio successivo il delatore fu chiamato dal commissario M addolori a ratificarla e a corredarla di testimoni. Non avendone pronti di questi, confermò la denunzia e la integrò di altri particolari; e sino al 20 dello stesso mese fece seguire altri quattro rapporti con nuove rivelazioni. Tuttavia, a malgrado della gravità delle accuse, il Poerìo, pur attentamente sorvegliato, non fu arrestato. L'ordine, verbale, di arresto venne eseguito la sera del 19 luglio, dopo che il tipografo Gaetano