Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <221>
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Voci dal carcere
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formolata la ordinanza pel tuo arresto. Mandami intanto con la massima solle­citudine lo spoglio dell'altro processo, *) nonché copia della celebre lettera di Jervolino,2) che tu presenterai a discarico. Mandami pure una copia dell'ultimo arresto pronunziato dalla Corte Suprema di Giustizia,3) essendo noi qui tutti desiderosi di leggerlo.
Ti porgo i saluti di tutti gli amici, ed abbracciandoti cento volte mi ripeto
A1T. amico G. Tofano
D.S. Desidero egualmente copia fedele del tuo discarico.4) S.Ma Apparente, 11 aprile 1850.
2. Mio Buon Carlo,
Il non aver avuto risposta all'ultima mia mi ha messo alquanto di mal'umore non pel riscontro intorno al soggetto di cui lungamente ti parlai, ma perchè ho dovuto da altri sapere la miglioria della tua salute.
Questa tua oscitanza è imperdonabile da me che vengo dai miei accusato di prender per te più conto di essi. Ma voglio augurarmi che tu mi scriverai tosto e così potrò alquanto teco rabbonarmi.
Abbraccio cotesti amici. Abbiti i saluti di tutti questi amici e mille baci miei.
S* Maria Apparente, 26 aprile 1850.
H tuo G. Tofano.
Romeo, arrestato il 13 luglio, aveva indicato genericamente, per sentito dire, il Poerio come uno dei capi della setta. La ragione dell'indugio è da ricercare, non nel desiderio o bisogno della Polizia di raccogliere più gravi o meglio fondati elementi di colpabilità a carico di lui (che infatti quelli denunziati dal Romeo non erano più validi di quelli dello Jervolino; né di tali ne vennero di poi); ma nella speranza che il Poerio, venuto a conoscenza delle accuse che gli si muovevano alle spalle, avrebbe cercato di sottrarsi all'inevitabile arresto ruggendo oltre confine. La fuga, tentata anche se non riuscita, avrebbe fornito alla polizìa l'unico indizio positivo di colpa. Su questo e altri punti con­cernenti lo svolgimento del processo, e da vedere anche il breve profilo del Poerio pub­blicato nella Nuova Antologia del marzo 1949.
i) Deve trattarsi della istruttoria sull'altra grave, ma non meno falsa, imputazione di complicità nella compilazione dei manifesti incendiari diffusi il 16 settembre, in occa­sione della benedizione papale dal balcone della reggia, poco prima dello scoppio del pe­tardo disturbatore lanciato dal Felicitano.
-) E la famosa lettera o rapporto in data 20 maggio, diretto da Jervolino al com­missario Gennaro Goffi, per ribadire le precedenti denunzie a carico del Poerio, del Set­tembrini, del Nisco e di altri. Venuto immediatamente in possesso dì quella lettera (forse per opera di qualcuno dei funzionari di quel dicastero rimastogli fedele), il Poerio potè dimostrare di essere fin da allora a conoscenza della losca attività del denunziente, e ebe per ciò non poteva averlo come suo confidente.
3) Si tratta della sentenza del 13 marzo '50, con la quale la Corte Suprema di Giu­stizia aveva rigettato il ricorso contro la competenza della Corte Speciale a giudicare un ex deputato.
É È quello che poi fu messo a stampa col titolo Carlo Poerio ai suoi giudici nel giudizio di Bottopoaizione ad accusa per reato di Maestà , con in fine la data: 8 febbraio 1050 (ma esso fu stampato molto più tardi), B.n.t.; in 8, di pp. 63.