Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <223>
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Voci dal carcere
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ccsco terrete, poiché è giusto che si andasse all'unisono mentre tutti rappresen­tiamo la stessa causa e tutti abbiamo interesse che non fosse maculata da basse calunnie: e da tutti è dispiacevole che si voglia bassamente connettere all'idea di libertà politica quella di pertinace irreligione. Se dunque voi opinerete di adempire a questo precetto come altra volta e sempre vi adempimmo, richie­dendo però di farlo con i proprii confessori, noi faremo altrettanto e chiameremo tutti i nostri proprii confessori. Ove voi opinaste di no, avuto riguardo allo stato coercitivo di nostra coscienza pel quale è hnpossibil cosa restare in calma; eppcrò riserbarsi l'adempimento di un tal precetto quando la calma sarà ritor­nata con la liberazione di ciascuno alla quale ciascuno può aver diritto per la propri innocenza; noi praticheremo altrettanto. Discuti la faccenda con i tuoi compagni, con quella ponderazione e saggezza che distingue l'uomo ingiusta­mente perseguitato, e dimmene con la massima sollecitudine il che si pensa e si opini. Te lo ripeto, adoratori noi tutti di una santa causa che altri volle pro­stituire, abbiamo un interesse ed un dovere da far conoscere ch'essa non è di­sgiunta dalla causa della nostra religione; poiché questa, oltre l'essenza sua divina costituisce un bisogno ed una necessità sociale.
Riscontrimi subito subito. Cento cari ed affettuosi abbracci. Tante cose a Pironti a Settembrini ed agli altri e sono qual sarò sempre
S. Maria Apparente 27 aprile. H tuo Giacomo.
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Mio caro Carlo,
La tua lettera mi ha apportato grande amarezza, ma nessuna di quelle infelicità, che ora tu deplori era sfuggita all'occhio della mia mente e del mio cuore, sopratutto quella di aver tu ad esser commisto nel presente giudizio con elementi sì discordi dalle tue opinioni politiche, che nessuno più al mondo può finger d'ignorare, con uomini e idee che tu hai sempre combattuti, salve le poche onorevoli eccezioni alle quali tu accenni. Ma fa cuore, amico mio: tu escirai incolume dalla pugna anche questa volta, e gl'indizi spremuti contro di te dall'abnorme processo che andrà a discutersi non giungono neppure ad ec-
1 ) Ho esitato a lungo prima d'includere qui questa lettera, la quale, se a prima vista poteva ritenersi del Tofano, per averla trovata in mezzo alle altre sicuramente di lui, esaminata più. attentamente, non mi pare affatto di dovergliene attribuire la paternità, per vari motivi. Non porta né data né firma, come le altre, e neppure la mano di scritto è hi medesima, e diversi sono anche la qualità e il formato del foglio. Si potrebbe supporre che il Tofano, momentaneamente impedito, l'avesse dettata a qualche suo compagno di stanza; ma sarebbe strano che non ne avesse avvertito il destinatario. Non v'è neppure un indizio sicuro per poterla attribuire a qualche altro prigioniero, essendo molto più probabile che sia stata scritta da persona di fuori: un qualche giureconsulto amico intimo del Poerio, che ritenne opportuno non apporvi il proprio nome; ma è da escludere che possa essere stato il suo avvocato difensore. Nella assoluta impossibilità di determinarne, sia pure approssimativamente, l'autore, per la importanza del contenuto e la sua analogia con gli argomenti trattati dal Tofano, mi parso opportuno inserirla qui. Essa fu scritto 3 giorno precedente l'inizio del pubblico dibattimento, che ehbe luogo il 1 giugno. 11 foglio doppio e di grande formato (che è presso di me) porta ancora evidenti, i segni delle numerose piegature per renderlo piccolissimo; ed ha sul rovescio l'indirizzo: Al Chiarii0 Sig' I Sigr Barone D. Carlo Poerio / Vicaria.