Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <224>
immagine non disponibile

224 Nunzio Coppola
clisaari" il tuo nome e la tua innocenza. Se i tuoi giudici vorranno discutere con calma, con coscienza, e senza rimorsi la tua imputazione, se arrivano a com­prendere la dignità della loro missione, tu sci salvo. Ma dimmi: oltre alle dichia­razioni di Margarita, ') di Carafa,2) di Jervolino cwi in processo qualche altra monade incoi pati va che io ignori ? Se nò, io ho letto, anzi a fondo meditate, le tre dichiarazioni, e non ho trovato in esse che argomenti di trionfo per te, sia a considerarle una per una, sia a guardarle nei punti dove collimano, nei punti dove divergono; e tengo già talune note non ispregevoli presso di me prese per consolazione mia, che tu non isdegneresti; ma già son certo che le medesime riflessioni non sieno sfuggite allo sguardo acutissimo della tua intelligenza, e che già formano parte essenziale della difesa che hai apparecchiata. Io non so qnal sistema di difesa abbi tu ideato, se generale o speciale, o misto: certo è che la tua causa può esser difesa in tutti e tre codesti modi e sempre inconfuta­bilmente. Se ti avanza un po' di tempo dammi contezza di quello che tu bai preferito, anzi trascrivimi il disegno, o il piano della tua difesa, affinchè io possa innanzi tempo prepararmi alla dolcezza della tua vittoria ed esser certo che la più santa, la più bella delle cause sarà sovranamente propugnata. I dibattimenti che si apriranno domani perdureranno molto tempo ancora, e tu avrai agio a contentare le mie amorose impazienze. Solo in adesso voglio avvertirti di una cosa. Se mai fosse indiritta al Duca una domanda improvvisa intorno ai parti­colari della sua confidenza che vuoisi a te fatta, siccome io son sicuro che o questa confidenza non ha avuto mai luogo, o che si limitò a parlarti di un pen-sier vago ed astratto, senza appalesarti alcunché né di setta in ispecic, né di settari, cosi fa mestieri che tu richiami alla tua memoria codesto antecedente, affinchè non si lasci ai tuoi accusatori alcun pretesto di declinare dall'accusa scritta, e profittando di una risposta mal calcolata dal Carafa richiamar l'atten­zione della corte speciale su di un altro genere di responsabilità penale, che in verun modo potrebbe attagliarssi. Carafa forse domani stesso verrà interrogato ìtticany.i alla Gran Corte. ) Delle carte e delle cose che vorrai mandarmi, o farmi sapere potrai far giungere notizia e deposito presso tua madre dalla quale sa­ranno rilevate da un'amabilissima Signora giorno per giorno.
Addio. Sta di buon'animo, amico mio. Difenditi con suprema calma, e difendi te solo: hai capito. Gli altri non hanno bisogno di te: hai capito? te lo ripeto per la seconda volta, e ti stringo al cuore.
P.S. Salutami caramente Michele Pironti e gli dirai che forse in giornata gli risponderò per mezzo di Maria.
') Sa le dichiarazioni del Margherita si vedano il cap. V della citata Difesa del Settembrini, e PAI<ÀDINO, H Processo, cit., p. 144. sgg.
-) Ferdinando Carafa dei duchi di Andria. Sul deplorevole caso di questo processo, incentrato sai suo nome, sul quale, tra gli altri, si accani non so se più l'incomprensione o la friziona genericità moralistica dello storiografo del Processo, G. Paladino (al quale, del resto, non possono negarsi le qualità di studioso serio e di ricercatore paziente, anche se non sempre acuto e sereno) - - ebbi già occasione, piti d'una decina d'unni fa, di occu­parmi in nn giornale politico napoletano. Mi ripromettevo ora di ritornarvi su qui, sedo più adatta, con maggiori e definitivi particolari; ma l'importanza e l'ampiezza dell'argo­mento, che avrebbero latto superare di molto Io spazio concessomi, mi obbligano a riman­darne ad altro momento la trattazione.
*) II Carafa, invoce, venne interrogato nella udienza (VITI) del 24 luglio.