Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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Voci dal carcere
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5. Mio dilettissimo Carlo,
Eia nella massima impazienza per non vedere i tuoi caratteri, mentre d'altronde tu avevi scritto ad altri di qui. Ho divorato la tua lettera ed ho lamentato teco la sorte di questo povero nostro paese. Per altro io l'ho sempre così pensato fin dal 1820, poiché l'esperienza di quell'epoca, da me fatta col mio passaggiero martirio, mi sfiduciò delle virtù politiche e pubbliche dei nostri concittadini. Ma come ciò che si desidera ardentemente, si crede con facilità, io credetti possibile vedere realizzato nel '48 quello che nei '20 non potette realizzarsi! Questa sublime illusione durò poco; e mi accorsi ben presto che l'inveterato dispotismo che aveva flagellato questa bella contrada, ed era sistema governativo demoralizzante, avea pur troppo tutto demoralizzato ed infiacchito. quando vidi ohe la debole opera mia era troppo poca cosa per opporsi a questo torrente devastatore, mi ritirai e piansi, e vidi tutta la funesta Iliade del nostro dramma sì malamente rappresentato. Ma se questo pensiero è dilaniente per le sorti del nostro paese, ci offre la nobile sodisfazione di sentirci puri in tanta miserevole corruzzione (sic), e capaci di tempi migliori. Del resto non bisogna disperare: la materia grezza della nostra cittadinanza è buona, nobile generosa: essa è stata vituperevolmente maneggiata; ma potrebbe hen essere restituita alla sua natura, ove trovasse tutt'altro cultore. Sarebbe sperabile che ciò avvenga senza la foga delle rivoluzioni, delle quali è impossibil cosa prevedersi i risul-tamenti: e solo così con sicurezza ed in più. breve tempo potrebbesi raggiungere il possibile bene sociale. Iddio il faccia, ch'egli solo il può fare, mentre guardando gli uomini che reggono la cosa pubblica abbiam troppo poco motivo di sperarlo.
Mi attendeva i ragguagli più mar canili delle tornate della pubblica discussione e me li attendeva scritti da te con quella calma e severità che ti distingue: son restato deluso nella mia aspettativa. Te ne replico le premure.
Questa mattina attendo una risposta per la rinvenzione di un tipografo onesto e fedele che voglia prestarsi a stampare la tua difesa. Essa porterà la data di Genova e sarà scritta da un esule che per prudenza non vi apporrà il suo nome. *) Voglio che questo sia un segreto per tutti fuorché per Pironti. Anche qui ò un segreto fuorché pel mio bravo segretario Pasquale di Matteo 2) che ti bacia la mano e ti abbraccia e per De Luca 3) ed Algemiro 4) che ugual-
J) Qui non è ben chiaro se si tratti della citata Difesa del Pocrio, per la quale si cercava uno stampatore, oppure, come parrebbe potersi ricavare da quel che dice più giù, di una difesa che il Tofano si proponeva di scrivere lui intorno al Poerio, comprendendovi anche il Pironti, il Persico e qualche altro commutato, e di far stampare anonima o sotto altro nome, all'estero. Comunque, dì quest'ultimo disogno non dovè farsi più nulla, non trovandosene traccia.
*) Non so chi sia questo Pasquale di Matteo.
3) Nicola de Luca, di Campobasso, deputato per la sua provincia al Parlamento napoletano del *48, arrestato e processato per i fatti del 15 maggio, fu condannato a Otto anni di reclusioni!.
') Algirniro Duroni, esercente della trattoria del Giglio d*oro a Santa Brigida, e guardia nazionale, arrestato insieme col fratello Silvio per aver fatto fuoco sulle truppe il 15 maggio dal Palazzo Girella (PALADINO, // quindici maggio, cit., pp. 290-93). Era accusato anche di essersi troppo all'accendalo nella cacciata dei gesuiti del marzo *48.