Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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226
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226 Nunzio Coppola
mente ti abbracciano. Io me ne son disceso a bella posta nel piano inferiore e mi è stato concesso una stanza con la sola compagnia di De Luca. Ora sto benone, ed avrei ben poca sofferenza se il mio cuore non fosse dilaniato per le abbiezzioni degli abitanti di questo paese, per le circostanze della mia famiglia e pel tao giudizio. Son questi tre chiodi che a vicenda e contemporancamentd turbano ed avvelenano il viver mio.
Con piacere accolgo l'invito che mi fa il bravo Pironti di parlare nella mia memoria di lui: e desidero ugualmente dir qualche cosa pel buon Persico. Epperò fammi tenere al più presto gli elementi del di loro carico, non che copia dei loro discarichi. Ti ripeto però che il solo Pironti deve sapere che io scrivo. Persico è sì buono che difficilmente si farebbe un mistero di un fatto innocente ma che i nostri perversi tempi consigliano che resti occultato.
A proposito dello stampatore (e nella tema che io ne rinvenissi uno) mi si dice che la bella ed energica memoria del Settembrini abbia trovato chi la dasse (sic) alla luce con tanta fedeltà da sfuggire alle sottili investigazioni della polizia. Se l'è cosi potremo servirci dello stesso stampatore il quale tratterebbe esclusivamente con tua madre o con un amico di comune fiducia che io indicherei. Ove tu voglia tentare questo mezzo usa della tua solita previggenza.
Attendo riscontro subito a questa mia. Nel quale mi darai ben anche notizie della salute del povero Leipnegher *) e di tutt'altro che concerne la tua causa. Oserei pregarti di vincere la tua connaturale pigrizia e di scrivermi più spesso, ma sempre per canali sicuri.
Tutti coloro che qui trovansi imprigionati dividono le tue pene e quelle dei tuoi compagni. Hanno il pensiero volto al vostro giudicio, e mentre numerano tutte le vostre angoscie ed i vostri palpiti, ammirano la coraggiosa vostra virtù e compiangono o maledicono la viltà altrui.
Ti abbraccio cento e cento volte, come fanno tutti i comuni amici, niuno escluso.
S. Maria App. 8 giugno. H tuo
6. Mio caro Carlo,
Riscontro le due ultime tue carissime lettere. Mi vivo addolorato per la tua indisposizione ed approvo immensamente il tuo passaggio in S. Francesco e son certo che non ti verrà negato. Attendo tue lettere appena sarai colà giunto e sarai compiacente farmi conoscere come ti piazzeranno e se vi è luogo per me in modo da essere uniti e segregati per quanto più si può dal rimanente dei carcerari. Per tutto il dippiù ed intorno ai modi prudenti onde regolare il detto mio passaggio, farò quanto tu dici e vi metterò tempo in mezzo. Ti assicuro che non sentirò più, il peso del carcere se potrò esserti unito. Cura intanto indefessamente la tua salute e come primo rimedio discaccia per quanto più il puoi i pensieri tormentosi; che volendolo tenacemente, se non in tutto vi sì può riuscire in parte*
Pare ora che voglion terminare la vostra causa, ed abbenchè, consultando la più rigorosa giustizia, io nulla debbo per te temere, pur non ostante non sono
*) Siel Antonio Lcipncchcr, uno dei coaccusati del processo dei Quarantadue, sol quale vedi, qui, a p. 265, n. 2).