Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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230 Nunzio Coppola
il suo ciclo, anche se questo implicherà il sacrificio della sua vita. E quando cominciarono a correre le prime indiscrezioni o previsioni sulla misura delle pene che sarebbero inflitte agl'imputati, il Pocrio non tanto si doleva di venir compreso nella categoria delle più gravi di esse, quanto di esser classificato settario, lui, acerrimo oppugnatore di ogni setta. E si confortava osservando che il dispotismo non può togliere né dare opinione. Tutto ciò, oltre ad alcuni episodi di orrore che si svolgevano sotto i suoi occhi nel carcere-infermeria di S. Francesco, ove era stato trasferito verso la metà di ottobre, traspare da queste superstiti sue lettere, che dò qui integralmente come furono stampate; ma è evidente che in esse, oltre al nome del destinatario, vennero soppressi anche dei brani di varia lunghezza, che non è possibile determinare.
1. 30 Agosto 1850
Mio Carissimo Dalla Vicaria.
Anche qui si parla di classificazione, ma dopo le cause. Intanto il deplorabile incidente del Presidente 2) ritarda maledettamente la causa, e questo, come tu comprendi, non può piacermi, mentre se prevedo di dover essere assassinato per fatale necessità in cui si è posto questo governo di assassinarmi, voglio però che il vero si conosca, e si conoscerà dalla discussione pubblica. Mx si dice che in commutazione mi toccherà l'esilio, ma io da ora lo rifiuto,
poiché non patteggio co' miei oppressori m Su
1 r e rr luo amicissimo
Carlo Poerio
2. 3> 2 ottobre 18501
Caro Dalla Vicaria.
Qui è corsa voce che in S. M. Apparente si abbia la certezza dell'amnistia, od almeno della liberazione de* detenuti per misura di polizia. Noi non abbiamo
*) Esperò* a. V, 154, 3 giugno 1857.
3) Al termine della XVIII udienza, 22 agosto, verso le ore 2,30, mentre il presidente Navarra se ne tornava a casa in carrozza per via dei Tribunali, giunto all'altezza del vicolo Panettieri, fu improvvisamente aggredito da un uomo di età matura, ivi appostato, che si diede a menar sulla carrozza colpi di bastone all'impazzata, uno dei quali colpi il presidente alla rotula del ginocchio sinistro. Prima che accorresse gente a fermarlo, l'aggressore se la diede a gambe svicolando per quei budelli; e, malgrado il presidente avesse fornito alla polizia i connotati precisi, non fu mai né allora né dopo, scoperto. Molte dicerie corsero intorno al fatto delittuoso, ma non si venne mai a capo della verità. La contusione al ginocchio non fu molto grave; maggiori furono lo spavento provato dalla vittimo e le preoccupazioni della polizia che simili incìdenti avessero a ripetersi. Da allora, nel recarsi al Tribunale o nel ritirarsene, si faceva precedere e seguire da numerosa scorta di poliziotti. Le udienze ripresero il 30 agosto, data di questa lettera.
*> Ivi*
0 Dopo il 30 agosto, le udienze procedettero con maggiore rapidità fino al 3 settembre (XXII) con la escussione dei testi a carico; dopo la quale si ebbe una sospensione di ventitre giorni dovuta a una infermità del presidente e a una grave malattia con intervento chirurgico dell'accusato Gualtieri. Alla ripresa (30 settembre, XXIII udienza),