Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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232
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2S2 Nunzio Coppola
Queste notizie parvero troppo preziose al ministro inglese, che era non solo presente, ma, per udir meglio, sedeva accanto al procurator generale, '' e le segnò sul suo taccuino.
L'esame del teste denunziente non è terminato, e domani si leggerà la sua fede di perquisizione, dov'è notato di più reati e di calunnie in altra causa politica. 2' Cotesti sono i validi ausiliari dell'accusa! T1 . ...
Il tuo amicissimo
Carlo Pocrio
4.3) Mio carissimo 12 ottobre 1850
In quanto alla causa, essa cammina ora a passo di carica. La G.C. è qualche volta giusta, ma il più delle volte, condannata dai suoi antecedenti, è costretta a rigettare domande giustissime. Ed a questo proposito ti ricordo che quando discusse il difensivo, era in tale preoccupazione di funeste impressioni, che rigettò in fascio ogni argomento di difesa questo antecedente spiega tutto. Del resto io non voglio talmente diffidare della giustizia degli uomini da temere una mostruosa condanna, malgrado che senta sussurrare che il mio sacrifizio sia una necessità governativa. Apprezzo infinitamente le tue osservazioni in quanto a Ternabino,4) e ne farò tesoro ove occorra. Ma tu che conosci anche i miei pensieri, sai che io abborrii sempre dai mezzi settari, e sai che io seppi subito, per un rapporto che mi capitò fra mano, e che ho presentato a discarico, che Ternabino era una spia della polizia che mi pedinava. 5) Ora non è possibile che si possa prestar credito ad un miserabile, e ad uomo perduto come lui, che
') Infatti, mentre il Maro Ita deponeva sul modo tenuto dagli iscritti alla setta per riconoscersi tra loro e sulla parola d'ordine, il miniatro inglese, che di solito assisteva al processo dalla tribuna, accompagnato dal segretario della legazione, Giorgio Fagan, chiese al Presidente il permesso di avvicinarsi di più per sentir meglio. Naturalmente di quest'episodio non v'è traccia nei verbali ufficiali dell'udienza. Ecco come lo narrò invece il resocontista del giornale piemontese II Risorgimento (e trovasi confermato nei rapporti, della Polizia): A questo punto della dichiarazione (del Maretta), S. E. il cavalier Tempie, ministro inglese, fa chiedere al Presidente di scendere dalla tribuna nel pretorio per gustar meglio le parole del denunziente. Il presidente vi acconsente ed il ministro è collocalo tra il seggio del pubblico accusatore ed il giudice Mandarini . Il Commissario di polizia, poi, che assisteva al processo, nel riferirne ai superiori, deplorava la condiscendenza del presidente (Cfr. R. COTOGNO, Tra reazioni, cit., p. 162 sgg.). Anche l'incaricato d'affari sardo, come c'informa lo stesso resocontista, s'interessò molto alla deposizione de) Maratta: S. E. il ministro sardo, ohe era sulla tribuna diplomatica, ha seguito con molta attenzione i favolosi racconti dell'abbietto denunzi ante .
?) Il certificato penale del Marotta, infatti, che il Pocrio richiese formalmente fosse letto in pubblico, notava che il denunziente, oltre a varie altre imputazioni, era sottoposto a giudizio per reato di calunnia in materia di Stato a danno del canonico Calumella ed altri del suo paese, Pietrapcrtosa in Basilicata.
*> /ut, n. 158, 7 giugno 1857.
-0 Ternabino, sta evidentemente per JervoUno, il famigerato denunziaii-tc; ma qui, anziché di una prudenziale sostituzione di nome (che il Poerio non aveva motivo di fare), credo trattasi di un errore del proto dovuto a fraintendimento nella lettura dell'autografo.
) jjìelia stampa è scritto: pettinava, dovuto anch'esso, evidentemente, a equivoco del proto.