Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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239
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Voci dal carcere
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Indirizzo a tergo:
Al Sigr Poerio
o al Sigr Cammarota 2.1 )
Caro Peppino Ieri cedei la mia stanza al Dottor Guadagni 2) già spedito dai medici. Il poveretto è travagliato da lenta tabe consuntiva e da tisi tubercolare. Qui è un dolore di tutti che lo amano e lo stimano per le sue eccellenti qualità morali. Lo circondano mestamente i figli e la moglie, ed a guardarlo cosi mal ridotto con febbre continua, gli occhi infossati, il volto, pallidissimo e macilento, ti muove tale uno schianto di compassione da non sapertelo descrivere.
1.848, il Comando della Guardia Nazionale preoccupata per le voci correnti fra la plebe reazionaria: che, cioè, quell'anno, come segno dell'avversione divina alle novità politiche allora instaurate in Napoli, non sarebbe avvenuto il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, solito ad avverarsi nei primi giorni di quel mese, inviò al cardinale arcivescovo, Sisto Riario Sforza, per obbligarlo ad indire pubbliche supplicazioni al clero, al fine di affrettate il compimento del miracolo quale segno del favore divino verso le nuove istituzioni. Il Cardinale, da prima riluttò, poi, per timore di peggio di fronte al contegno di quei commissari, acconsentì, ed il miracolo avvenne. Venuta poi la reazione e I'Avitabile, arrestato per la sua partecipazione ai fatti del quindici maggio, trovandosi ammalato nell'ospedale del carcere di San Francesco, durante la visita rituale del Cardinale a quei luoghi, cercò di coprirsi il volto conia coltre, per dissimularsi. Ma il Cardinale, accostatosi al letto e riconosciutolo, bonariamente lo rassicurò dicendogli, che mai avrebbe rivelato ad alcuno di aver rivisto in lui uno dei tre ufficiali della deputazione per il miracolo. {Memorie a e. di R. Moscati, Varese, 1946, pp. 475-77).
Nota 6) della pagina precedente. Ferdinando Mascilli di Campobasso nel Molise. Benemerita figura di patriota e amico e fautore di patrioti, fu anche lui imprigionato per misura di polizia nell'estate del '49. Escarcerato poco dopo, fu ancora arrestato in seguito all'attentato di Agesilao Milano. liberato in virtù dell'amnistia del '59, fu relegato nell'isola di Capri, ove stette fino al giugno del '60. La moglie, Rosalia Cianciulli, fu la pietosa consolatrice di molti detenuti politici, specialmente del Poerio, del Settembrini, del Pironti, facendo da tramite della corrispondenza segreta fra costoro e le loro famiglie, come si vedrà anche nell'ultima lettera del Trincherà. La loro figliuola Giuseppina sposò nel '63 Michele Pironti. Cfr. MAZZIOTTI, La reazione borbonica, cit., p. 209; R. DE CESARE, La fine di un Regno, cit., I, p. 213.
*) I seguenti bigliettini sono contenuti tutti in un unico foglietto senza data e senza indirizzo, incluso forse in qualcuna delle lettere inviate al Poerio.
2) Carmine Guadagno (più proprio che Guadagni), medico, nato in Pomi-gliano d'Arco intorno al 1805. Di sentimenti liberali, nel '48 fu capitano della Guardia Nazionale. Venuta la reazione, per pruove raccolte dalla pubblica voce fu accusato di essersi recato a Napoli, la mattina del 15 maggio, insieme col compaesano Raffaele Cozzolino, milite nello stesso corpo, per prestare man forte agl'insorti della città nella costruzione delle barricate, ed arrestato al principio dell'estate del '49 (vedi: Decisione detta G.CS. di N. nel giudizio in contumacia degli avvenimenti politici del 15 maggio 1848, Napoli, Fihreno, 1853, pp. 40-41). Il Guadagno non rivide più la luce: ammalatosi di mal sottile, morì verso la fine dell'ottobre del *50, assistito dalla moglie Brigida Russo e dai tre figli quasi ancora fanciulli. Lasciò in paese lunga e bella fama di sé, di sanitario valente e di uomo di òttimo cuore. Il Cozzolino, contumace, fu prosciolto con la formula consta che noni nia la Corte, pur lasciando il suo nome nell'albo dei rei assentì, ordinò una più ampia istruzione a suo carico.