Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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241
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Voci dal carcere
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unitamente ai Signori Carafa, Solidari, r) Dono,2) Siniscalchi Barone, Braico,3) Gcssairoli,4) Moccia, 5) Agresti,6) Demus, Migliozzi, 7) Mainone,"' (a questi anche un ringraadamento), La Sala 9).
Avviso importante
Duca Cammarota ! Ammazzerai D. Luigi Settembrini, e dopo lo spoglicrai del titolo di conte, se non manda or ora le sue difese qui. Intanto il Marchese prenderà pure il titolo di Conte, anzi provvisoriamente ne investo il Cav. Melchiorre ,0) ovvero uno dei due Pasquali. u)
li Giuseppe Soli dati, accusato peri fatti del 15 maggio, fu, con decisione del 7 giugno '51, escarcerato, ma rimase empantto. (Cfr. Decisioni contumaciali, cit., pp. 76-77;* A.S.N. Min. Poli. 1951, f. 2355). Il Leopardi (op. cit., p. 494) lo chiama Michele e lo dice denunziato da N. Barone per aver preparato le barricate; ma deve trattarsi della medesima persona. Il Paladino (Il quindici maggio) non lo nomina affatto.
'' Vincenzo Dono di Teggiano (Salerno), dove era nato il 5 febbraio 1805, già compromesso, e assolto, per i moti del Cilento del 1828. Si trasferì nella capitale, ove dirigeva la Farmacia reale presso Pontennovo a Foria. Anima irrequieta e insofferente, fu di nuovo arrestato per sospetto di congiura, in seguito ai moti di Calabria nel '47; e liberato per amnistia nel gennaio del '48. Arrestato poi nel '49 per aver preso parte alla cacciata dei gesuiti nel marzo dell'anno precedente, fu sovraccaricato dell'accusa di partecipazione alla setta degli unitari e di subornazione di militari, e si ebbe la condanna a diciannove anni di ferri. Seguì la sorte del Poerio, del Nisco e degli altri ergastolani fino allo sbarco in Irlanda. Ritornato a Napoli nel settembre del '60, vi divenne ispettore di pubblica sicurezza, e in tale ufficio morì il 19 dicembre 1875. Fu sua moglie Cecilia Trippitélti di Sulmona, che si prodigò nell'assistere, aiutare, confortare, in tutti i modi e in tutte le circostanze, i prigionieri politici compagni di pena del marito nelle carceri giudiziarie e nei bagni penali. Fu lei prescelta a comunicare al Poerio nel bagno di Montefusco la morte della madre. Logorata dalle fatiche, dagli stenti e dalle angosce, morì nel giugno del '58, senza mai più rivedere il marito. Cfr. CASTROMEDIANO, op. cit., I, p. 348 sgg.; Nisco, op. cit., p. 82; SETTEMBRINI, Ricordanze, II, p. 268 sgg.; MAZZIOTTI, LO reazione borbonica-, cit., pp. 85, 98, 199-213; PALADINO, Il processo, p. 57 e passim.
3) Cesare Braico di Brindisi (18221887), coinvolto nel processo dei Quarantadue fu condannato a ventiquattro anni di ferri; e condivise col Poerio le sorti del carcere e della liberazione. Rimpatriato nel '59 prese parte come volontario alla battaglia di Solferino; e l'anno dopo alla impresa garibaldina in Sicilia e nel Napoletano. Fu deputato al Parlamento italiano e sedè al centro. Fu tenuto in grande stimo dal Poerio, dal Settembrini, dal Castromediano e dal Nisco, che ne ricordano commossi le belle qualità di mente e di cuore. Mori, pazzo, nel manicomio della Lungara in Roma.
*) Gcssairoli: non ho trovato notizie di costui; ma non sono neppure ben sicuro che si legga così 11 nome.
*) Francesco Moccia è nell'elenco dei cittadini arrestati per i fatti del 15 maggio.
'' Filippo Agresti: uno dei tre condannati a morte, poi graziati, in questo processo.
') Migliozzi, neppure so chi sia.
1 ) Domenico Mamone-Capria, uno degli arrestati por essersi troppo affaccendato a suo tempo nella cacciata dei gesuiti.
9) Giovanni La Sala è nell'elenco degli arrestati per i fatti del 15 maggio.
"') Cav. Melchiorre* non so chi sia
W) Uno dei due Pasquali potrebbe essere forse Pasquale Amodio da Accetterà deputato alla Camera; arrestato e processato per i fatti del 15 maggio fu condannato a nove anni di reclusione.