Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <243>
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Voci dal carcere
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abbisogna di rifarsi in un'aria più sana. Non è possibile che accada quello che scrivesti: la reazione non avrà mai 1*ardire di tentarlo, perocché si comprende che gliene tornerebbe danno e non utile. Io dunque son certo che, dando luogo a più maturo e ponderato esame della cosa, ed avendo pure presente la madre tua, cui, più che a te stesso, dcbb'esser cara e preziosa la tua salute, vorrai finalmente risolverti a venir qui il più presto che puoi. Anzi mi renderai favore singolarissimo se nel corso di questo giorno trovi modo di farmi tenere risposta sul proposito.
Saluto distintamente Carraia, cui scriverò domani, Luigi, Michele, Dono, Agresti, Nisco, Braico, Golia, Mamone, Solidali, Moccia. Ti abbraccio. Addio
Tuo
Mio gentile amico
Persico è senza febbre. Gualtieri e senza febbre. Entrambi potranno esser fuori letto domani. Entrambi ti salutano. Quali concausc hanno impedito il tuo passaggio in S. Francesco? Desidero aver piena conoscenza di tutti e spero vorrai appagarmi. Nisco ha messo sossopra tutto il carcere. Si raccomanda all'Ispettore, al custode, all'Amministratore, ai medici per una stanza a sé; insiste, tempesta e fa il diavolo a quattro presso tutti, parla della sua dignità, di riguardi che gli si devono, di sacrinzii fatti per questo paese sacrificato, vuole che altri abbandoni il posto per cederlo a lui, perchè gli si deve, perchè egli lo pretende, perchè è Botto un giudizio capitale, perchè infine si chiama D. Niccola! Qui è tutta gente piuttosto buona e cordiale, niente egoista e superba, ma che però rispetta sé stesso, e non si lascia imporre la volontà altrui, se a qualcuno ne venisse il capriccio. A Michele,2) per esempio, ohe è così bravo, e che tien conto de* riguardi e convenienze sociali, non ci ha nella prigione chi non gli porti bene, chi non si presti anche negli ufficii servili con certa amorosa solleci­tudine e con vero compiacimento, perocché egli cerca di guadagnarsela la stima, non di pretenderla. Nisco per contrario con quel suo capo a fiascone, col suo cervello bislacco, con la sua vanità smisurata, con le sue migliaia di bugie e con le sue eterne sciocchezze} riesce di un carattere provocante e noioso, e tutti gli diventano cordialissimi nemici. Per maniera che se tu lo sentirai bastonato una seconda volta, non ne devi far le meraviglie. Io ho voluto prevenirtelo, affinchè non ti scandalizzassi se mai avverrà quello che ti predico. Comprendi che ciò è spiacevole, che in certa guisa è di disdorò a tutti, ma vedo che a questo dovrà venirsi, e che la bestia non sarà tranquilla finché non le avranno rinfre-
') La lettera dev'essere dei primi di luglio, dopo che il Nisco, ammalato, era stato trasferito dalla Vicaria al carcere-ospedale di San Francesco. Preannunziando la pubbli­cazione di questo scritto (già da più di due anni allora presso la Direzione della Rassegna) accennai a questa lettera in una nota al Diario intimo di V. Inumani (in Nuova Antologia, settembre 1958, p. 58), esprimendo il dubbio che fosse già stato data alla stampo, a scopo polemico contro il Nisco, dall'avvocato Raffaele Gigante, al quale l'Imbriaui avevo for­nito una copia dell'autografo. Ma non mi riuscì allora, né m'ò riuscito poi, di supere se e in quale giornale fosse stata pubblicato.
2) Michele Persico, già nominato, e del quale seguono sullo stesso foglio alcuni righi al Poerio.