Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <244>
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244 Nunzio Coppola
scato il groppone. Sotto questo punto di vista la tua presenza in S. Francesco sa­rebbe veramente desiderabile, ed io son certo che se sci stato restio a domandare il passaggio, forse lo farai per venire a scongiurare l'uragano che ci si addensa sul capo. Tu solo sai correggere i moti disordinati ed incomposti di questo bam-boccione, o meglio di questo pallone di vento. Da mane a sera va, viene parte, ritorna, sale, scende con una irrequietezza incredibile, e ripete con chi s'incontra: questa stanza è per me e Poerio: Carlo deve stare con me: Signor Ispettore, Poerio non deve dividersi da me: Signor Ispettore, in questa stanza potrò far entrar Poerio, ma non voglio altri: Poerio mi ha scritto che non vuole unirsi con nessuno: Carlo non può star bene che con me: quando verrà Carlo Signor Ispettore, dovete trovare la migliore stanza per me e per lui. L'assoluzione immancabile mia e di Poerio salverà la causa del paese. H paese deve avermi de' riguardi; ed ora non mi si dà una stanza; ne scriverò a Carlo, anzi Carlo me ne ha prevenuto: io me la intendo con Carlo: lo farò conoscere a Carlo: di­spongo io di Carlo ed egli fa quello che io fo: qui potrei star bene: dunque voi altri che ci state uscite; perchè debbo stare io e Carlo. E torna sempre da capo con la mia dignità, coi sacrifizii, col paese e con Carlo !
Non è questo il caso da consegnargli quattro buoni ceffattoni sul muso e mandarlo con Dio? E questo avverrà di sicuro. Io, Mascilli, Leopardi e Michele lo prevediamo. Tu non gliene parlare ti prego, ed aspetta gli eventi. Ti abbraccio con gli amici che segno qui appresso, per non dar luogo a doglianze: Dono, Golia, Agresti, Luigi, Pironti, Mamone, Moccia, Braico, Solidati, D'Eustachio.
Tuo
D.S. Puoi mandarmi una seconda volta il tuo manoscritto per farlo leggere a Leopardi, che ti saluta, e che ne mostra vivo desiderio ? Aspetto il lavoro compiuto di cui mi parli nella tua lettera.
(Sullo stesso foglio, di altra mano):
Io non ti ho scritto, ma ogni dì ti ho maudato mie nuove, e miei saluti. Andria 2 volte n'è stato incaricato, e un'altra Moccia. Io non mi sono levato; né sono stato mai lasciato da questa seccantissima febbre, perciò i tuoi lamenti sono ingiustissimi come al solito. t jr
, ,. Mi. Persico,
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Mio gentile amico, Ho inteso con vivo compiacimento il tuo passaggio in S. Francesco, che è come dall'inferno al paradiso, e voglio augurarmi che la tua salute malandata cominci a sperimentare i benefioii di un'aria più sana e respi­rabile* Dopo le tempeste e le battaglie durate pel corso di un anno, devi certo aver provato un qualche refrigerio ora che più liberamente puoi inondarti di luce sotto l'azione benefica del sole. Non è che i mali siano cessati, che anzi continuano e si addensano minacciosi su noi e sul povero paese, ma penso che il mutar di sito e pure un sollievo per gl'infermi. E d'altra parte è una molestia di mono per quelli ohe ti amano e ti stimano, e che sono moltissimi, il sapere
') Alla data di questa ietterà, il Trincherà ora tornato al carcere di S. Maria Appa­rente.