Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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Voci dal carcere
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che tu dimori in. un carcere men triste* ed in cui si ha fondata speranza di vederti riacquistar vigoria e rifarti. Se non ti Ito scritto per lungo tempo, in ne intendi la ragione, ed ora soprattutto mi c'induco per sapere qual risposta io debbo renderti, come dici in una lettera a Tofano, non sapendo la tua dimanda. Qui si vive nelle nuvole e non si sa che poco o nulla delle cose di questo mondo. La politica che è una cosa di fatto, riveste in questo carcere un carattere ed una forma compiutamente astratta. Le menti spaziano volenterose pei campi degli impossibili e si predicano spropositi di così grosso calibro, che tu non puoi tenerti dal riso pensando alla follia di chi ti annunzia prossima la redenzione di tutto il genere umano, o la fine del mondo. V'ha il nero, il bianco, e soprattutto primeggia il rosso color di rosa, che è speranza vita e nutrimento di molti barn* boccioni che stanno in S. M. Apparente come nel limbo dei bambini. Dio li protegga tutti e mandi loro un poco di giudizio e di senso comune di cui difettano! Le notizie della causa degli unitarii spesso ci giungono incompiute e tardive, e ciò duole a me ed agli altri. Già si approssima la fine di questo giudizio ed il cuore dolorosamente si chiude, quando si riflette alle conseguenze cui potrebbe dar luogo. Dimmene, ti prego, qualche cosa, e spassionatamente parlami di quello che probabilmente potrà accadere. In ordine a te ed a Persico sono quasi tranquillo, ma non posso non rattristarmi sulla sorte degli altri cui mi stringe un'antica amicizia. La cecità e la ferocia della fazione reazionaria è grande, ed è malagevole il prevedere fin dove potrebbe spingersi, massime quando non trova verun ritegno nell'azione della legge e nella coscienza de' magistrati. Ad ogni modo mi piace sentire il tuo avviso con animo pacato e tranquillo come sei solito fare ne' momenti più gravi. Mi ero prefisso di scrivere pure al carissimo conte Duca che saluto ed abbraccio, ma mi è mancato il tempo, e desidero sapere se egli coabita teco, ovvero è in altra stanza. Sarebbe possibile] l) aver per pochi giorni quel pane di Spag[na] s) che la buona moglie di Mascilli nascose con la sua gonna? Avendo parlato a parecchi delle sue ottime qualità, è nato il potente desiderio di assaporarlo subito. Se puoi, non indugiare a fornirmene, che giungerà grati ssimo e sospirato per tutti gli amici. Io sto bene per quanto le condizioni mie lo consentano. Abito nel piano inferiore in una stanzetta solo solo, ed aspetto che la provvidenza dopo 18 lunghissimi mesi di sofferenze e di privazioni, mandasse giorni più miti se non più lieti a me ed a quanti soffriamo ingiusta persecuzione per questa [sajnta causa per la quale da tanto tempo si combatte. Ti abbraccio con Barbarisi, Mascilli, Persico, Caruso. Leopardi ecc. Addio
10 8bre 1850 tuo am.
P. Trincherà.
D.S. Ho lasciato il primo mio nome ed ho ritenuto il secondo di Paolo. 3)
J) fj Qui il foglio è lacero.
3) il pane di Spagna, che la moglie del Mascilli (vedi sopra, nota 6, p. 239) aveva secato nascosto sotto la sua gonna ai prigionieri di S. Francesco, e del quale il Trincherà, tornato in 8. Maria, aveva lessato l'elogio, facendo nascere nei compagni il desiderio di gustarne, non sarà stato certamente l'omonimo caratteristico dolce napoletano, ma avrà volato significare qualche opuscolo o altro scritto proibito, introdotto nella prigione dalla buona eignora Mascilli, non nuova a siffatte operazioni.
?) Non pare che il nostro Francesco Paolo Trincherà, persistesse per l'avvenire nel proposito di chiamarsi soltanto Paolo e non pù Francesco; giacché lo troviamo sempre indicato con quest'ultimo nome soltanto.