Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno <1961>   pagina <248>
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248 Nunzio Coppola
svogliatezza di discutere del nostro processo, e della nostra posizione che non vi prendo più ii minimo interesse; senza Gargano l) e Castriota 2) che per lettera o a voce ogni giorno ci minacciano l'apertura de1 termini pel dimane, io avrei dimenticato anche Angclillo e N a varrà s) in questo grasso e beato ozio. Poi se costà c'erano caratteri straordinari, qui sono tipi così variati a poter studiare, ch'è veramente un sollazzo. Pensati un poco che io col mio cinismo, e un poco di diffidenza dell'avvenire come debbo ridere di tutti questi liberali che nelle loro espansioni e nelle Discussioni mostrano a nudo tutte le passioni dell'animo loro. Vi sono gl'illusi, giovani naturalmente, che imputano a' moderati la ruma delle libertà, e ti sostengono innocentemente che il popolo a 5 Settembre e a' 29 Gennaio 4) avrebbe superato ogni ostacolo, e vinto ogni esercito. Misericordia per questi Bruti novelli, uno come me non è che un povero speziale che cerca di godere d'una pace funebre a costo di qualunque sacrifizio, e che ha minato il paese predicando moderazione. Non manca di que', che non godendo alcuna fama neppure di onesti uomini, speculano sulle passioni giovanili, e non potendo mettersi innanzi essi stessi, predicano per modestia i nomi di Saliceti 5) ecc. ecc. che forse non conoscono neppure di vista.
Ti sono poi gli egoisti che sperano nell'attuazione della costituzione sola­mente a condizione di veder su certi uomini, che debbono ridar loro gl'impieghi tolti, e rifarli de' danni e interessi. E quelli che non ne hanno avuti sperano bene di doverne avere. Ognuno di questi si è fatto a prestar culto a una Divinità
*' Carmelo Gargano, medico, accusato dal Margherita di far parte della setta; ma di lui non si fa più menzione nel processo. Trovavasi allora nel carcere di S. Francesco* donde diresse al Poerio la seguente lettera (ined.); Onorevole Signor Barone, Mi gode il cuore nel renderle palese ciò che mi è stato non guari riferito da1 miei amici, e che riguarda tei, riguarda taluni compagni di sventura. Il Sire, intrattenendosi circa la processura della setta, emise opinione essere D. Carlo Poerio degna ed onoranda persona, né potersi trovare ascritto a tali associaeioni: Settembrini e taluni altri, farsi traviati, aver bisogno d'indul­genza . Or questi detti giunti in sentore dei nemici detta umanità, fanno altrui menare le violenti smanie. Veggo con gioia avvicinarsi il termine delle lunghe sofferenze di lei, la cui salute io spero esser voglia prosperosa. In quanto a me, all'antica stenocardia si arroge un cronico ingorgo epatico. Ma, comunque malsano io mi sia, terrei in conto di gran fortuna qualche comandi dalla banda di lei. Gradisca intanto le manifestazioni di stima con che mi onoro segnarmi - Suo servo e amico Carmelo Gorgoni. Dall'Ospedale di S. Francesco, li 2 Giugno 1850.
2) Federico Castriota, uno dei. più celebri penalisti del tempo del foro napoletano. Era il difensore di fiducia del Poerio,
3) Filippo Àngelfllo, proenrator generale, e Domenicantonio Navarca, presidente della Gran Corte Speciale.
*) il 5 settembre '48 (e nei giorni successivi) si ebbero rimostranze di popolo per le vie di' Napoli, per protestare contro la proroga della Camera, decisa il 1; il 29 gennaio *é9 et furono tentativi di assembramenti di dimostranti per celebrare l'anniversario della solenne promessa del re di concedere la Costituzione.
f) Aurelio Saliceti, figura assai nota di rivoluzionario. Trovo fra le carte del Poerio una letterina di un Angelo S. che porta segnata a tergo la seguente indicazione di mano del Poerio: ce Santa Ma. Apparente, 1.6.J850; Angelo Saliceti (di cui non so dir nulla), con l'indirizzo: A S. Ette. D. Corto Poerio, che mi piace riportar qui integralmente: (Sentitissimo SrBarone, ì sensi d'inalterabile stima ch'io sento dovervi professare mi fa (sic) con gran premura darvi mie buone nuove, ed augurarmi la vostra completa guarigione. Pronto ai vostri comandi sono Aff, e Devino. Seru. Angelo S. 1 giugno 1850.