Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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Voci dal carcere
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Scotti, morto in quei giorni: figura assai discussa di reazionario; *) e. Tanno successivo, con un saggio su 1 Papi e la moderna civiltà, che doveva constare di trenta libri, ma non giunse a superare una ottantina di pagine d'introduzione; e, dopo un altro anno ancora, con un'opera dal titolo pomposo di Storia della -Amministrazione civile del Regno di Napoli dal 1130 al 1846 in rapporto alla italiana civiltà, arrestatasi anch'essa al solo principio. Opere, dunque, mancate: e non soltanto perchè non finite, ma soprattutto (checché ne dica il Paladino,3) il quale diede loro un risalto sproporzionato, rispetto sia al loro valore intrinseco, sia all'economia generale del suo stesso volume) perchè prive di originalità, di pensiero e di metodo, in quella forma sciatta propria di questo scrittore. Con spiccata tendenza antimackiavellica vi si seguono e ripetono su per giù. indirizzi e concetti di storici neoguelfi di ben altra levatura, quali il Troya, il Tosti, il Balbo ed altri, senz'accostarsi neppur lontanamente alla robustezza di pensiero e alla vigoria di forma dei suoi modelli. Ma ben presto la politica lo attrasse; ed il Nisco vi si tuffò con tutto l'impeto del suo animo caldo passionale entusiastico, non senza una buona dose d'ingenuità, temperata alquanto dalla onestà e dalla fermezza dei suoi principi e dal sincero amore di libertà e di patria. Prese viva parte ai moti del novembre e dicembre del '47, organizzati in casa dei fratelli Poerio, per chiedere al sovrano la Costituzione. Nelle elezioni dell'aprile successivo, pur essendosi accanitamente battuto nella sua provincia, non riusci ad essere eletto deputato, a causa della fiera lotta mossagli da alcune famiglie del suo paese natale per gelosie ed asti privati, non per contrasti di idee; e i componenti di alcune di quelle famiglie, se li trovò poi di contro quali denunziami ed accusatori, durante la reazione. Rimasto fuori del Parlamento si adoperò vivamente a diffondere le idee liberali nei circoli e con la stampa, e fu uno dei collaboratori del Nazionale di Silvio Spaventa. Tenne frequenti contatti coi comitati e gli amici dell'Irpinia, prima e dopo il 15 maggio; e quest'attività, segretamente vigilata dalla polizia, lo portò ad essere, prima che scoppiasse aperta la reazione, uno dei primi arrestati, il 13 novembre del '48, sotto l'accusa di aver attruppato bande di armati nella sua provincia in appoggio dei barricadieri napoletani del 15 maggio, e di aver subornato militi dell'esercito* Poi vennero le denunzie di apparte-
') Di lui diede un ben nero- profilo A. Ranieri nel suo romanzo Ginevra o l'orfana dell'Annunziata (Torino, Guigoni, 1862, p. 12); ma si veda anche F. DE SANCTIS, La letteratura italiana nel tèe. XIX (a(ih, N, COBTESE, Napoli, Morano, Vói. II, pp. 178 e 417) e la nota relativa del Croce e Cortese.
2) Il Processo, cit., pp. 34-39 e 197-210.
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