Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
anno
<
1961
>
pagina
<
256
>
256 Nunzio Coppola
VI. CORRISPONDENZA DEL POERIO CON LA FAMIGLIA
Per le notizie riguardanti l'intera vita di Carolina Poerio: vita, che può ben essere definita un ininterrotto esercizio delle più nobili virtù domestiche e civili, rimando al mirabile saggio dedicato da B. Croce a tutta la famiglia *) e alla bibliografìa ivi citata. Per quelle che più in particolare concernono il periodo al quale ci riportano le poche lettere superstiti, ho anche tenuto presente appunti e scritti di famiglia tuttora inediti, sfuggiti al Croce.
Questo periodo fu l'ultima, più straziante, stazione del calvario, che questa donna veramente eccezionale percorse, fin da quando si fidanzò col giovane giacobino Giuseppe Poerio; e fu anch'essa, come tutte le altre precedenti, strettamente connessa, o dipendente, con le vicende pubbliche del suo paese, alle quali presero parte prima il marito e poi i figliuoli.
Qui non è fuor di luogo ricordare che la Carolina, la quale avendo di persona conosciuti e sofferti gli spergiuri e la mala fede borbonici del Novantanove e del Ventuno, non si fece, nel Quarantotto, nessuna illusione sulle nuove promesse e sui rinnovati giuramenti; e non volle mai aggiustar piena fede alla lealtà della Corona e alla sincerità delle intenzioni del Governo. Cosi che quando tutto pareva far credere che le nuove istituzioni si sarebbero svolte ed applicate in conformità di quelle promesse e di quei giuramenti, ella trovava nel suo intuito e nel suo naturale buon senso non pochi motivi di apprensione e di trepidazione per il suo Carlo, che sapeva impegnato lealmente nello sforzo di introdurre nel regno quei principi di moderata e legale libertà, ereditati dal genitore e che egli veniva svolgendo per adeguarli ai tempi e al paese. Ed il cuore materno, purtroppo, non s'ingannò. Caduta la màschera dell'ipocrisia borbonica e della camarilla governativa, e riapparsa col suo vero volto la reazione, Carlo fu arrestato e sottoposto a giudizio di Stato e il marito della figliuola costretto a sottrarsi con la fuga alla medesima sorte.
Durante il periodo della detenzione di Carlo nelle prigioni di S. Maria Apparente, della Vicaria e di S. Francesco successivamente, mentre si istruiva o si dibatteva il processo a suo carico, la madre con qualche altro congiunto ebbe facoltà di visitarlo o di scrivergli nei giorni stabiliti dai regolamenti carcerari; ma non sempre le condizioni del tempo o della salute di lei le permettevano di recarsi in quei luoghi di pena; né le lettere,
) Una famiglia di patrioti. Bàri, Laterza, 1949 cap. IV.