Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; NAPOLI ; NISCO NICOLA ; TOFA
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1961
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262
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262 TtoiMiio Coppola
Mio carissimo figlio Jeri da tua sorella ebbi la lettera, ohe ti invio, di tao zio. *) Il sig. Gasparini mi recò quella della cara Contessa 2) non è risposta alla mia che fa scrìtta il 30 marzo* Ebbi, tornata a casa un'altra letterina di Carlotta che ti compiego. Ti rimetto anche i docati 20. Ho già date le disposizioni per le altre cose che desideri che saranno fatte in giornata. Trovai mia sorella assai male andata ma mi disse di star molto meglio. Il Ministro di Finanza 3) si è arricchito togliendo l'altro resto di soldo agl'impiegati della Camera. H Ministro de* Lavori Forzati 4) (come lo chiamo io) anderà a fare un giro per le pròvincic per attivare i lavori, ma egli ha capito che è in disgrazia, dunque a nulla gli è giovato di aver bombardato Gravina? Questa mane attendo Rosina5) per conoscere se in consiglio si siano creduti o no pericolosi Giorgio Imbriani di 3 anni ed Alessandrina Imbriani di 5 mesi. Tua sorella ti raccomanda il segreto per quel D. Giovanni Tenorio. Michelino 6) sta male, desiderava rivedere gli amici
*) Il generale Raffaele Poerio, fratello minore di Giuseppe.
2) Trattasi quasi certamente della contessa Maria Teresa di Sercgo-Allighieri, amica e corrispondente della Carolina. Però nel volume a lei dedicato dalla pietà del marito G. Gozzadini (M. T. di S.-A.-Gozzadini, con pref. di G. Carducci, 2a ediz., Bologna, Zanichelli, 1884), dove son riportate molte lèttere della Poerio e dei figlinoli Alessandro e Carlo manca quella qui indicata del 30 marzo; dopo una del 28 febbraio '48, segue un'altra del 30 maggio 1850.
3) Francesco Paolo Ruggiero (1798-1881), ministro delle Finanze e, ad interim, di Grazia e Giustizia (cfr. V. IMBRIANI, A. Poerio a Venezia, cit., p. 363; S. JANNUZZT, in Atti dell'Accademia Pontaniana, 1882, Napoli; G. PALADINO, in Dizionario storico del Risorgimento Nazionale, ad nomen). Avvenuta la reazione, s'èra affrettato a prendere provvedimenti di natura economica, ma con lo scopo di cancellate ogni traccia del sistema parlamentare, sopprimendo gli impieghi burocratici del Parlamento; onde il sarcasmo della Carolina.
*) Il generale brigadiere Raffaele Carrascosa, ministro dei Lavori pubblica (forzati, U chiama sarcasticamente la Poerio). V. Imbriani (op. cit., p. 393, n. 116) lo dice un militaraccio ignorante , perchè non s'accorse della volontà del re di spergiurare. Nella giornata del 15 maggio, molto si adoperò, al comando delle truppe regie, a disperdere i rivoltosi e a sgombrare le barricate. La Poerio gli attribuisce anche il bombardamento del palazzo Gravina per snidarne i ribelli che vi si erano asserragliati: fatto che gli avrebbe acquistato merito agli occhi del re; ma non risulta che fosse il Carrascosa direttamente a comandare e dirigere il fuoco delle batterie in quell'episodio. Né pare avessero consistenza le voci: essere egli caduto in disgrazia del sovrano, giacché, di tutti i membri del ministero del 16 maggio, gli unici ad essere confermati in quello del 7 agosto '50, furono appunto il Carrascosa e il principe d'Ischitefla, il quale anche lui si era distinto nella repressione dei moti del 15 maggio. La voce della disgrazia del Carrascosa pare avesse origine dall'atteggiamento incerto e titubante che egli serbava negli affari politici. Era fratello del meglio noto, generale Michele Carrascosa. Vedi la narrazione, nel suo complesso veritiera, della luttuosa giornata, fatta dallo storico borbonico conte GENNARO MARCELO (Avvenimenti di Napoli del 15 maggio 1848, ecc., 3a ed., Napoli, 1849, pp. 50-100).
*) Rosa Imbriani, sorella di Paolo Emilio.
fi) Trattasi di Michele Primicerio. Figlio dì Giacinto e di Marianna Lopez Fonseca (sorella di Ferdinando Fonseca, nella cui casa, a Firenze, mori Carlo Poerio), fu deputato al Parlamento napoletano del '48 per la provincia di Catanzaro. Già arrestato una prima volta col Poerio nel '44, e poi liberato, fu complicato nel *47 nella istruzione relativa all'opuscolo sedizioso Protesta del Popolo delle Due Sicilie (quella del Settembrini) ed altre stampe criminose . Nel '49 fu accusato dal Margherita d'essere affiliato alla setta e di aver fatto parte del comitato centrale che aveva deliberato di uccidere i ministri