Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <272>
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Fernando Manzoni
significativi della storia di tutto il movimento conciliatorista italiano. Per stu­diare la figura del Chierici ci pare peraltro necessario richiamarci alla sua forma­zione intellettuale e alle sue precedenti esperienze politiche durante le fasi salienti del Risorgimento italiano e nella relazione con l'ambiente di Reggio nell'Emilia.
L'orientamento giobertiano e la partecipazione agli avvenimenti del 1848 da parte del giovane sacerdote (era stato ordinato nel 1842) insegnante di erme­neutica e fisica sacra nel Seminario di Reggio sono già stati oggetto di ricerche storiche.1') Sappiamo quindi che il Primato gli apparve come l'opera più. sublime, più vigorosa, più feconda, più italiana del nostro secolo . '-) Sappiamo che negli anni 1846-47 egli diede impulso ad una clandestina Società di giovani studenti che si proponeva di promuovere interessi storici e politici fra i giovani, e che in quell'atmosfera riformistica curava la stampa e la diffusione di piccoli foglietti ispirati a sensi di indipendenza nazionale. Nuovi documenti ci consentono ora di identificare meglio le idee da lui maturate durante l'esperienza del '48 chia­rendo così le origini degli indirizzi ideali da cui trarrà alimento la sua azione fra il 1860 e il 1863 prendendo parte alle lotte del clero nazionale.
In un articolo sul Giornale di Reggio del 4 aprile 1848 il Chierici dava una interpretazione nettamente giobertiaua al problema politico italiano e ravvisava nel Risorgimento la ripresa di un moto di liberazione iniziato con la battaglia di Legnano.
La guerra federale, che in quei giorni sembrava confermare i voti dell'autore del Primato, destava il giovanile entusiasmo del Chierici che si effondeva in espressioni fervide e sinceramente retoriche: Fiorenza, Napoli, Roma mandano
la vita scientifica di G. C... A noi basta di averne ricordato il nome, per tributare noi pure a quell'egregio una parola di rimpianto .
Mancano scritti specìfici più recenti sul Chierici paletnografo, ma i contributi origi­nalissimi da lui dati a questa scienza sono più che mai presenti nelle rassegne e nelle trattazioni generali di paletnologia. Si vedano sull'Enciclopedia Italiana, attraverso l'indice analitico, i riferimenti al Chierici.
J) Cfr. N. CAMPANINI, ojp. cit.', LEONE TONDELLI, II clero reggiano nel 1848, in II iWtZ-Uottocmtoquarantouo a Reggio Emilia, Reggio Emilia, 1948, pp. 33-36; CABLO FERRAR?, Gaetano Chierici, in Italia Centrale, 1886, dal 9 al 16 gennaio; e Nicomede Bianchi e Gaetano Chierici, Ibidem, 1886, 8 marzo; Gaetano Chierici, Ibidem, 1888, 21 ottobre.
Il clero reggiano s'era mostrato aperto alle nuove correnti di idee fin da molto tempo prima del 1848. Alla fine del Settecento furono numerosi gli ecclesiastici che si accostarono ai principi e alla politica dei giacobini e cercarono di conciliare gli ideali del Cristianesimo con quelli della Rivoluzione francese (cfr. FERNANDO MANZOTTI, J cattolici democratici nel triennio giacobino: P. Riccardo Bartoli, in // Mulino, 1958, n. 81-82,1958, pp. 502-525). Si ricordi inoltre che D. Giuseppe Andrcoli, il martire di Hubiera, era stato iniziato alla Carboneria in Reggio nel 1820, e che prima del supplizio il vescovo di Reggio si era rifiu­tato dì sconsacrarlo. Una notevole e singolare figura di sacerdote che nella sua lunga vita legherà il suo nome ai principali movimenti aventi ispirazione politicoreligiosa (dalla esperienza ncogueIla sino a quella tendenza socialista-cristiana della prima democrazia cristiana che darà vita alla Plebe), sarà mons. Francesco Gregori (1827-1907), uomo di larga cultura e professore di dogmatica. Cfr. GIOVANNI SACCANI, Elogio funebre di mons. Francesco Gregori, Reggio nell'Emilia, 1907; LEONE TONDELLI, op. cit.; FERNANDO MAN­ZOTTI, I Plebei cattolici fra integralismo e modernismo sociale (19041908), in Convivium, 1958, n. 4, pp. 423-445; nella Biblioteca Municipale di Reggio (Archivio Chierici, Cart. 7) vi è qualche carta rispecchiante i sentimenti patriottici del Gregori.
2) N. CAMPANINI, op. cit., p. XXIV.