Rassegna storica del Risorgimento
1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
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1961
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275
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Gaetano Chierici il clero nazionale (1860-1863) 275
giando il movimento . Ed era il medesimo pro-vicario ad esortare i parroci ad adoperarsi per facilitare il compito della Guardia nazionale.:)
Ma lo manifestazioni più indicative e appariscenti ai ebbero nel marzo 1860, subito dopo il plebiscito di annessione. Ben ottantotto fra ecclesiastici e religiosi della città e parrocchie finitime (e vi erano in verità fra essi i sacerdoti più in vista per cultura e quasi tutti i parroci della città) rivolgevano un indirizzo a Luigi Carlo Farini pervaso da chiari e caldi sentimenti patriottici. 2) Fochi giorni dopo altri cinquanta preti 3) dirigevano un analogo, non meno fervido indirizzo al Re.
Questo l'ambiente ecclesiastico in cui si trovò a dover operare il Chierici (il quale era stato, nel frattempo, nominato professore di filosofia nel Liceo di Reggio): ambiente disposto ad accogliere la realtà del nuovo Stato, ma, nello stesso tempo, sensibile alle direttive ed ai richiami delle superiori gerarchie. Le illusioni del '48 non erano del tutto spente: come non sperare che, di fronte ai nuovi fatti e all'esito dei plebisciti, lo stesso Pontefice avrebbe compiuto un'opera di pacificazione? Fra il 1859 e il 1860 in una provincia come quella di Reggio v'era, insomma, un'atmosfera di euforia nella quale era possibile credere alla realizzazione di un naturale accordo ai vertaci fra i rappresentanti dello Stato e quelli della Chiesa. Tanto che, nel maggio 1860, a chi suggeriva
*) Qualora il Comandante nella di Lei parrocchia Le significasse il desiderio che ne fosse benedetta la bandiera, Ella prenderà con esso lui gli opportuni concerti affinchè questo rito venga compiuto con quella divozione e quel decoro che s'addice ad una sacra funzione (La circolare fu pubblicata su II Crostolo il 5 novembre 1859).
2) Il voto testé emesso dal Nostro Popolo con libertà pari all'entusiasmo sarà un argomento di più all'Europa che queste Provincie intendono e vogliono essere rette dal Nazionale Governo della Maestà Vittorio Emanuele. Nel rassegnarlo fra poco nelle mani del Re, Vostra Eccellenza vorrà pure far presente la prudenza che Io ha preceduto, la Canoa che lo ha accompagnato, l'esultanza colla quale è stato accolto. Il clero di Reggio, che senza spingere innanzi nelle discussioni politiche, non crede alieno dal suo Ministero ciò che tocca ai veri interessi del proprio Paese in ordine sempre alla grande Famiglia italiana, ha portato coscienziosamente la sua pietra a questo Edificio. Lieto di avere adempiuto ad un preciso dovere di buon cittadino, non può rimanersi dal rivolgere calda supplica all'Uomo della Provvidenza, quale ha sempre definito la Eccellenza Vostra, onde sia affrettato il compimento del Comune Voto, e l'Annessione di queste Provincie al glorioso Regno Sabaudo passi senza ritardo nel dominio dei fatti compiuti (Il Crostalo, 1860, 17 marzo). Cfr. GIOVANNI MAIOU, Il Plebiscito dell'Emilia e delle Romagna in Atti e Memorie della R. Deputazione di Storia patria per l'Emilia e la Romagna, voi. Vili, 1942-43, pp. 15 e 37-38 dell'estratto, ora ristampato in Nell'Italia del 1859-60, Bologna, 1959, pp. 271-317.
3) I sottoscrìtti sacerdoti sentono il dovere di manifestarvi il loro affetto per Voi e la loro adesione al Voto... I sottoscritti condannano le illiberali dottrine... riconoscono nella civile libertà la via migliore al trionfo del vero religioso, che guardano ai passati governi della distinzione e del privilegio siccome a giorni ingloriosi al sacerdozio e da dimenticarsi più presto che da difendersi e che finalmente, lungi dal voler mescolato il profano col sacro, adoprano sinceramente a tener/velo diviso per non imbrattare colla bassezza del primo l'immacolata maestà del secondo (Il Crostolo, 1860, 29 marzo). Altre note e documenti sul clero a Reggio nel '59 si hanno in FERNANDO MANZOTTI, La rivoluzione del l59 dopo Vìttaframa, iti Atti e Memorie, Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, serie VIII, voi. XII, I960, pp. 25-60.
Per i rapporti fra le autorità civili e quelle ecclesiastiche a Bologna nello stesso periodo cfr. RODOLFO FANTINI, 17 Clero bolognese nella crisi del 1859-60, in Bollettino del Museo del Risorgimento, 1958, n. 8, pp. 109-162.