Rassegna storica del Risorgimento
1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
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Fernando Manzoni
al Chierici di indirizzari- fin d'allora una supplica a Pio IX sottoscritta dal maggior numero di preti per esporgli il vero stato della pubblica opinione e pregarlo di conciliarsi con l'Italia,1) il palctnografo rispondeva che un simile atto gli sarebbe parso rivoluzionario e quasi un'impostura.
Peraltro gli orientamenti del clero reggiano, se erano tali da legittimare le speranze di un'evoluzione senza scosse verso la pacificazione desiderata, si rivelavano, tuttavia, suscettibili dì subire i contraccolpi delle decisioni pontificie. Quando, di lì a poco, infatti, Pio IX ribadirà una posizione di netta intransigenza, e per il clero si porrà una questione di obbedienza, 2) vedremo che le aspirazioni nazionali in un primo tempo espresse verranno abbandonate dalla maggioranza dei sacerdoti o si ridurranno a drammi celati nelle coscienze di singoli. E questo spiega perchè quando il Chierici allaceierà rapporti col Passaglia e cercherà di fare proseliti nella sua terra, proverà la delusione di non potere raccogliere che pochi consensi e di trovarsi quasi isolato.
Potere temporale e unità d'Italia. La protesta che i vescovi adunati in Boni a presentarono al Pontefice a difesa del potere temporale il 9 giugno 1862 offriva al Chierici materia per riflettere a fondo sulla questione romana. Da questo esame scaturiva la sua determinazione di abbracciare la causa conci Ha tori sta. Per l'interesse della religione assai più che per quello della società politica si legge in un manoscritto 3) di quei mesi che ci è rimasto a testimonianza dei suoi pensierisono persuaso che nello stato presente di civiltà il dominio temporale del Papa debba cessare e reputo che a questo fine sia provvidenzialmente condotto il moto italiano il quale comunque si voglia dai diversi giudicare, da tutti però si confessa pel concerto di straordinari eventi meraviglioso . Egli considerava il potere temporale irrimediabilmente superato dai tempi, pur comprendendo la necessità di salvaguardare l'indipendenza spirituale del Papato: La necessità dell'indipendenza morale del Capo della Chiesa è indubitata, ma non so come per mezzi umani si possa questa assicurare. So invece come cattolico osservava con una schietta nota di schietto spiritualismo che è riservato alla grazia di Dio il prodigio di sollevare l'uomo a tanta libertà di spirito da non sentire l'influenza delle passioni, degli errori e degli interessi mondani, li quali assorbiamo d'ogni intorno quasi coll'aria che respiriamo . Lamentava che il Pontefice nel pericolo di perdere il dominio politico vivesse continuamente in angustie appoggiato da una parte ad amici malfidi e dall'altra circuito, accarezzato da ogni rifiuto della civiltà che astutamente alla propria cerca di mescolare la causa della religione . Le conseguenze negative del potere temporale le riscon
to B. M. R., Àrch. Chierici, Curt. 18, fase. V, lettera del 7 marzo 1861 di un non meglio identificato O. Scipione Terrachini di Torino al Chierici nella quale lo scrivente ricordava un colloquio avvenuto nel maggio dell'anno precedente.
2) Indubbiamente l'occupazione delle Marche e dell'Umbria ebbe l'effetto di provocare un certo irrigidi mento da parte delle gerarchie ecclesiastiche. II Vescovo di Reggio in una lettera pastorale preposta all'Indulto Quaresimale del febbraio 1861 invitava a pregare prevedendo la totale caduta del potere temporale. II giornale moderato Gazzetta di Reggio pubblicava un articolo critico di detta lettera il 17 febbraio, e II Difensore (settimanale cattolico di Modena che ospitava corrispondenze da Reggio) rispondeva polemicamente il 23 dello stesso mese.
s) B. M. R., Ibidem, manoscritto di sette facciate di pugno del Chierici; è senza data ma prende spunto dall'atto di protesta dei Vescovi del 9 giugno 1862.