Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <280>
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Fernando Manzoni
II carteggio del Chierici dalla fine del 1862 ci consente di fissare l'atteggia­mento suo e del gruppo di Reggio di fronte alla proposta del Passaglia di aderire alla Società del clero liberale da questi fondata in quell'anno. L'arciprete di Boretto 2) gli comunicava il programma esponendo le ragioni per le quali sarebbe stato conveniente che anche il Chierici si iscrivesse. Si rendeva sì conto del rischio che ima simile società ecclesiastica correva di degenerare in setta, ma considerava la personalità del Passaglia come una garanzia contro tale peri-colo. E ti faccio osservare aggiungeva lumeggiando le incrinature del mondo ecclesiastico in quei mesi essere mestieri clic nel Parlamento si faccia sentire la voce del Clero per tutelare l'indipendenza della religione ed i diritti dèi clero, e Ben sai che se non vi si pone un pronto rimedio, i Petruccelli s'aumenteranno nel Parlamento ed i buoni addivenuti la minoranza saranno condannati a vergo­gnoso silenzio tanto più che in costoro osservo una deplorevole inerzia di faccia alla vivissima azione dei nostri avversari... Se poi noi avessimo a porgere ascolto a quanto di noi dicono i retrogradi la cosa sarebbe finita; perchè che non dissero e non dicono tuttora dei soscrittori all'Indirizzo ? E qual cosa più innocua hawi di questo ? Lo stesso faranno di questa Società ma quando noi siamo certi che non si corre al precipizio, lasciamo dire gli stolti, e proseguiamo il nostro cammino .
L'idea di formare questa Società per fornire il clero nazionale degli stru­menti anche parlamentari di azione era a ben riflettere uno sviluppo dell'attività già intrapresa dal Passaglia. E si comprende come i sottoscrittori della Petizione non si arrestassero a quell'atto, ma cercassero di darsi una organizzazione che oltre a ribadire i fini couciliatoristi e a proporsi di esercitare il mutuo soccorso, come si proclamava ufficialmente 3) mirasse, come si è visto
') Essendo apparso su II Difensore di Modena del 21 ottobre 1862 il testo della ritrat­tazione di D. Domenico Cavazzoni, parroco di Pratissolo, che al Chierici risultava essere sostanzialmente diverso da quello effettivamente sottoscritto, guest! pubblicava sulla Gazzetta di Reggio dcU'8 novembre un lungo articolo in cui riportava la lettera di ritratta­zione di D. Cavazzoni al Vescovo e quella attribuitagli dall'organo cattolico. E commen­tava: L'animo rifugge dal far commenti a questo schifoso impasto di falsità, di malignità, di calunnie, d'impudenze, d'ipocrisia, di stoltezza che in nome della religione di Gesù Cristo si vomita a sfogo dell'ire impotenti d'una fazione sacrilegamente annidatasi nel Santuario. Solamente per la riverenza che professo al mio Vescovo debbo dichiarare che sono ben lungi dal supporlo antore o complice di tali ribalderie... .
~) D. Angelo Dosi, lettera del 21 ottobre 1862 (B. M. R.. Ibidem).
3) Su questa e le altre società ecclesiastiche sorte nella penisola in quegli anni cfr. ARNALDO DELLA TORRE, 7/ Cristianesimo dai filosofisti ai modernisti, Roma, 1912, pp. 182-1 84. Lo statuto della società promossa dal Passaglia, la cui denominazione uffi­ciale appare Società Ecclesiastica Italiana si legge su II Mediatore, 1863, I, pp. 347-352. Cfr. LUIGI RODELLI, Pietra Sterbini evi La Chiesa nazionale , 7/ Risorgi mento, a. XII, EU 1, febbraio 1960, pp. 25-44.
Nel maggio 1861 era sorta in Emilia, ad iniziativa il i un Comitato clcrico-liberale con sede in 'Castelfranco e presieduto,da D. Odoardo Sciocchi, ni?Associazione Nazionale d'Ecclesiastici liberali (non compresa nella rassegna del Della Torre) allo scopo di riven­dicare coll'aiuto delle libertà civili la pienezza delle libertà ecclesiastiche e di ordinare la civile ed ecclesiastica libertà alla difesa della fede e al trionfo della religione cattolica (Gazzetta di Parma dell' maggio 1861). Per una polemica sollevata dall'istituzione di questa associazione cfr. La Bonissima (giornale umoristico, istruttivo, popolare di Modena) del 27 maggio 1861. Cfr inoltre ALDO BERSELLI, Aspetti e figure del movimento concilia-