Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <281>
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Gaetano Chierici e il clero nazionale {1860-1863) 281
nella lettera citata, a creare una piattaforma di azione anche per il campo poli­tico. Ma in tutto questo vi era, rispetto alla Chiesa, una logica fatalmente scis­sionistica che recava in sé i limiti del movimento stesso. La Chiesa dal canto suo era necessariamente diffidente verso un tentativo di instaurare una prassi liberale nel proprio seno. Rispetto, poi, allo Stato, quella che poteva apparire una delle prime iniziative di risolvere i problemi interni del clero accettando le premesse dello Stato moderno e oppugnando le direttive legittimistiche e in­transigenti, era condizionato dalla circostanza di essere confinato nell'ambito ecclesiastico. Per cui sarebbe stato ben difficile mantenere sul piano parlamentare quella che poi sarà chiamata la distinzione ira ce azione cattolica e azione di catto­lici . le obiezioni espresse dal Chierici sono indicative dell'opinione dì una corrente del gruppo passagliano , dandoci il senso di quel travaglio interno. Non è perciò privo di significato che in ima lettera al Passaglia, r) in cui con­fermava l'adesione al suo programma conciliatorista, egli formulasse acuti rilievi (anche a nome di altri sacerdoti di Reggio)3) sulla costituzione della Società. Ci è sembrato i egli spiegava che la Società non possa esercitare l'officio di mediatrice fra le due podestà; perchè coli'atto stesso del suo costituirsi in comune difesa viene a porsi di fronte alla podestà ecclesiastica e assume un atteggiamento ostile a suo riguardo. Né crediamo che la Società potrebbe dichiararsi mediatrice per'la conciliazione de' principi e delle dottrine senza apparenza ed anche pericolo di arrogarsi ciò che è proprio dei gradi superiori della gerarchia. Imperocché questo gran corpo insegnante di ecclesiastici organizzato con capi e statuti avrebbe probabilmente sembianza di mia chiesa dentro alla chiesa . Chierici segnalava quindi un altro punto debole del progettato movimento, il pericolo di perdere contatto con la massa dei fedeli: Ciò potrebbe servire alla malignità di chi va mettendoci in sospetto di fautori d'una chiesa nazionale e forse ci alienerebbe il popolo, che è già troppo pregiu-
torista nelle ex Legazioni, in Archivio Storico Italiano, 1954, disp. I, p. 90; a p. 107 è ripor­tato lo statuto di detta associazione.
Il Pontefice condannerà la costituzione di queste società nell'enciclica Quanto con' ficiamur moerore del 10 agosto 1863. Pio IX così si esprimeva (riportiamo dal testo tra­dotto che è nella Civiltà Cattolica, a. XIV, serie V, voi. VII, 19 settembre 1863, pp. 727-728): Ora non possiamo dissimulare il dolore acerbissimo che proviamo, mentre si tro­vano in Italia parecchi dell'uno e dell'altro Clero, i quali si sono talmente scordati della loro santa vocazione, che non si vergognano di disseminare persino con perniciosissimi scritti false dottrine, e di eccitare gli animi dei popoli contro di Noi e di questa Aposto­lica Sede, e di favoreggiare impudentemente con ogni opera e studio gli iniquissimi nemici della Chiesa Cattolica e Sella medesima Sede. Questi ecclesiastici, distaccandosi dai Ve­scovi, da Noi e da questa Sede, e protetti dal favore e dall'aiuto del Governo subalpino e de* suoi amministratori, giunsero a tal punto di temerità che, disprezzate pienamente le ecclesiastiche pene e censure, non dubitarono di costituire alcune società al tutto ripro­vevoli, chiamate volgarmente Clerico-liheruli, Di Mutuo saccorso, Emancipatrice del Clero Italiano, ed altre animate dallo stesso cattivo spirito; e benché meritamente sospesi dai loro Vescovi dall'esercizio del sacro ministero, tuttavia non temono, come intrusi che sono, di esercitarlo inutilmente in molti templi. Laonde noi riproviamo e condanniamo tanto le mentovate detestabili società, quanto la mala condotta dei detti ecclesiastici .
0 B. M. R., Ibidem, 1862, 3 dicembre.
2) D. Pinoti!, D. Lasagni, D. Ferrari, D. Medici, D. Crovi, D. Fabiani, D. Gasparotti; P. Saverio Brunani da Fiorcnzuola (un cappuccino del convento di Reggio) e il suddetto D. Dosi consentirono invece con l'iniziativa di Passaglia.