Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <284>
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Fernando Manzoni
energia e costanza trattare la causa di Roma e di Venezia senza servilità di straniere influenze. Egli ha per sé l'opinione di tutto il clero liberale, del mini­stero presente che pare assai più risoluto del passato. llattazzi voleva sospeso il suo giornale quando Napoleone imponeva il silenzio sulla questione di Roma, ed egli più altamente, più fortemente la sostenne. Egli impersona la politica che, dopo quel ministero disgraziato, si vorrebbe ripresa in Italia; è una formale protesta contro a quell'infelice andamento di cose e a chi lo manteneva .
Due giorni dopo, il 9 gennaio 1863, usciva un manifesto elettorale *) ripro­duceste una lettera di Passaglia a F, Saverio Brunani nella quale l'ex gesuita svolgeva il suo programma articolato su otto principi unitari. 2) Alla lettera del Passaglia il manifesto faceva seguire un appello agli elettori in cui si ricordavano i meriti del candidato sottolineando soprattutto la sua opera cristiana della conciliazione . 3)
1) Il manifesto recava le seguenti firme: dott. Achille Bertolini, Antonio Ferrari, prof. Domenico Farioli, dott. Enrico Perì, Giovanni Ferrarmi, prof. Giovanni Guidetti, doti. Giuseppe Saracchi (B.M. R., Ibidem). Il candidato avversario del Passaglia era-il colonnello Raniero Taddei il quale in date 8,11 e 14 gennaio mandava lettere al Chierici per chiarire la sua posizione nei riguardi del Passaglia e dolersi di essere stato trattato in un modo che riteneva poco corretto.
2) B. M. R., Ibidem, I. L'Unità politica d'Italia opposta alla confederazione; II. L'Unità politica d'Italia informata alla monarchia costituzionale; HI. L'Unità polìtica d'Italia che tutte abbracciandone le parti, s'incentri in Roma capitale; IV. L'Unità politica d'Italia che si debba quanto prima e con tutti i mezzi, interni ed esterni, nazionali ed internazionali, pienamente integrare; V. L'Unità politica d'Italia armonizzata con l'autonomia, per quanto è possibile, maggiore delle sue parti; VI. L'Unità politica d'Italia conciliata eoÌl*unÌtà cattolica della medesima; VII. L'Unità politica d'Italia modellata sull'archetipo di Ubero Stato e libera Chiesa; VIII. Finalmente l'Unità poli­tica d'Italia in cui si attui il solenne nazionale plebiscito. Se piacerà alla divina Provvidenza che la mia candidatura non abortisca, sarò mai sempre fisso in aggiustarmi a tali norme, e la mia opera, grande o piccola, non ad altro sarà intesa che al nostro interno organarci, ed al nostro compierci esternamente .
3) Ecco la restante parte del manifesto: Quell'uomo che vi parla con tanta schiet­tezza ha già per un anno intero propugnati in un celebre giornale i principi che qui vi si professa. Forte nella coscienza del diritto di libero cittadino, non ha ceduto alla pressione d'una equivoca ed umiliante politica straniera, che voleva sopir nel silenzio la più vitale questione della nostra causa. Sicuro della rettitudine delle sue incensurabili dottrine, non ha dato mai in mano dei più inesoràbili nemici dell'integrità nazionale l'arme dell'anatema, Onde li rendono potenti coloro che nell'ire polìtiche travolgono i più sacri principi sociali e religiosi. Anzi da questi principi stessi egli ha derivata più valida difesa dei diritti ina­lienabili della nazione, e nel seno medesimo della gerarchia ecclesiastica ha creato all'Italia la nuova forza di dieci mila sacerdoti, i quali seco apertamente associandosi nell'opera cristiana della conciliazione, hanno mostrato in faccia al mondo l'impostura di quel partito che va predicando la Chiesa essere avversa all'indipendenza e all'unità d'Italia.
Elettori 1 Non porgete orecchie alle insidiose insinuazioni di costoro. Mandate con voto unanime Carlo Passaglia al Parlamento, dove già sedette primo luminare della rigenera-zione italiana Vincenzo Gioberti, e avrete data una luminosa prova di senno civile e reso un gran servizio alla patria. Né meno avrete saggiamente provveduto ai vostri locali interessi, che studiati nei Consigli Comunali, non potranno meglio affidarsi che al patro­cinio d'un uomo illustre, il quale a voi grato della fiducia in lui riposta, recherà a vostro vantaggio colla sollecitudine della riconoscenza tutta l'autorità del suo nome .