Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <285>
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Gaetano Chierici e il clero nazionale (1860-1863) 285
Si votò ni gennaio o poi ancora il 18 per il ballottaggio: in questo secondo scrutinio Cado Passaglia veniva eletto a grande maggioranza. *) Ma reiezione ra subito annullata per eccedenza nel numero dei deputati professori. Espri­mendo comunque la sua gratitudine al Chierici, il Passaglia lasciava cautamente intrawedere l'eventualità di una nuova candidatura.2) E poco dopo, avendo egli deciso di dimettersi da professore onde potersi riprcscntare agli elettori, P. Bru-nani si incaricava di sondare presso il paletnologo le possibilità pratiche di riu­scita. 3) Si arrivava così, di 1 marzo, alla seconda candidatura del Passaglia fra l'inasprirsi delle polemiche coi cattolici;4) e pure questa volta egli veniva eletto con una votazione soddisfacente,5) entrando -finalmente a far parte del Parlamento.
Qualcke settimana più tardi il neo deputato faceva una visita al suo col­legio e, nell'occasione, il Chierici lanciava l'idea di una sottoscrizione nazionale
i) Il primo esito delle urne dette 116 voti a Passaglia e 28 al colonnello Raniero Taddei; il ballottaggio cosi riparti i voti: 141 e 7.
2) Se di presente non seggo deputato in Parlamento, lo debbo a una doppia cagione da loro affatto indipendente, alla legge che non ammette in quel consesso che undici pro­fessori, ed all'opera di professore, ed in condizione tale che per vivere mi è d'uopo il non dimettermi. Se pure mi venisse fatto di sciogliermi da queste angustie, vorrei pregare non meno Lei che gli amici a continuarmi il loro patrocinio. Non sono né spinto da am­bizione né mosso da altre cupidità, ma dal solo intendimento di tornare in alcun modo utile allo Stato ed alla Chiesa. Tremo, mio ottimo professore, in ripensando lo stato infe­lice dei nostri tempi, e tremo per la Patria non meno che per la Religione. Questa nostra Italia è inferma di un doppio gravissimo morbo, né si può a meno di chiedere se non si abbia per avventura in Israele farmaco valevole a risanarla (B. M. R.. Ibidem, lettera del Passaglia al Chierici del 7 febbraio 1863).
3) B. M. Évi Ibidem, lettera di P. Saverio Brunani al Chierici del 17 febbraio 1863.
4) H Difensore di Modena (che come sappiamo era l'organo anche- dei cattolici di Reggio) del febbraio 1863 pubblicava alcuni articoli contro Passaglia e i suoi fautori (i principali erano considerati il Chierici e il Brunani). H tono degli articoli è dato dagli stessi titoli: Protesta contro Passaglia , Passaglia passa via , I fiaschi passagliani, I preti passagliani . Nel numero del 10 febbraio osservava che Passaglia era conosciuto dai suoi elettori come l'Imperatore del Celeste Impero. Testimonianza di tale tensione polemica è la seguente dichiarazione firmata Un elettore di campagna che trovasi fra le carte del Chierici (B. M. R., Ibidem): I clericali nel Difensore di Modena hanno troppo duramente sferzati tutti gli elettori politici del 5 collegio Montecchio regalando a noi i poco apprezzabili titoli di idioti, villani e tali da non sapere discernero l'apprezza-bilità del diritto della Legge dallo Statuto acconsentitoci. Spetta quindi a noi di ricacciare per hi gola a quel disprezzabile innrbanissimo ed infamissimo foglio sanfedista lo insulto, comportandoci da saggi col convalidare e rinnovare nella terza votazione del 1 marzo la già fatta nomina del sommo sacerdote prof D. Carlo Passaglia; cosi facendo daremo più che bastante prova che non da idioti e citrulli, con inaudita leggerezza o sventatezza di mente, ci avviciniamo all'urna elettorale, ma che ponderato ben. bene l'utile nostro in pria, non siamo poi tanto leggeri da decampare dal primo proposito: provando per tal modo che quantunque campagnoli, sappiamo quel poco che ci facciamo, nò ci lasciamo prendere pel naso dai male intenzionati che ci negano dileggiandoci inurbanamente una ideale vittoria .
5) Passaglia era eletto a primo scrutinio con 165 voti contro 22 andati al moderato Emilio Casa di Parma. Egli resterà alla Camera fino al novembre 1864 quando rinuncerà al mandato, avendo accettato un posto di professore a Torino.