Rassegna storica del Risorgimento
1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
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1961
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289
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Gaetano Chierici e il clero nazionale {1860-1863) 289
Fra le Ietterò dì adesione segnaliamo quella di D. Giacomo Cassani di Bologna, ' il quale accennava di scorcio ai gruppi conciliatoristi nelle Romagnc ed affermava la sua fiducia che il ce clero liberale potesse influire sul Parlamento mediante l'opera della stampa.a)
Ma questa azione sempre più intensa nell'ambito del clero nazionale non poteva che attirare sul Chierici e sui suoi seguaci reggiani 3) le censure, e la condanna della Chiesa. Col passare dei mesi il suo compito si faceva sempre più arduo. Nel maggio il vescovo gli toglieva la facoltà di confessare. Il colpo fu molto duro e la lettera di supplica al vescovo perchè revocasse tale punizione nei suoi riguardi è un documento di alto interesse
U Nella sua lettera al Chierici dell'11 maggio 1863 (B. M. R., Ibidem) scriveva il Cassani: Gentile è il pensiero ed opportuno a confortare l'uomo grande che si pose duce del clero fedele a Dio ed alla patria. Ho scarse le relazioni col clero di queste medesime Provincie a cui appartengo, ma non mancherò di fare subito il possibile onde compiere la mia parte. Opportunissimo è Padre Casoli, e forse era assai meglio dare a lui l'incombenza delle Romagne, dove molte deve avere relazioni. Io medesimo ne lo pregherò Oggi stesso... Di Passaglia poi e del suo progetto di legge bisogna parlarne molto e molto, e per mia parte non mi resto sinceramente dal farlo: ancora spedirò un articolo-corrispondenza alla Costituzione, che penso sarà gradito a quel giornale. Ma onde riuscire ci vuol tattica: bisogna che siamo molti i quali scrivano e si abbia l'accorgimento di commuovere ano tutto la stampa delle provincie, e da questa farsi poi strada ai grandi giornali di Torino, Milano, Napoli, Firenze. Per me è una tattica già vecchia, e di cui ho sperimentato i buoni effetti: quante opposizioni ho vinte, quanti intrighi ho sventati per questa via! Savio accorgimento è ancora far parlare giornali di tinte un po' diverse. Quella povera gente che si chiamano deputali, Senatori e Ministri hanno una paura grande della stampa e le chinano il capo... Diamo quindi opera a questo serio impegno: daremo gran mezzi al nostro Sommo Italiano e lo faremo trionfare . Su Giacomo Cassani cfr. ALDO BERSELLI, op. cit., pp. 84-108.
2) Nel ricevere una prima parte della somma offerta, il Passaglia ringraziava il Chierici ribadendo il suo ideale di conciliazione fra la religione e la patria (B. M. R., Ibidem, let. di Passaglia al Chierici del 16 agosto 1863): Le prove di sincera amicizia e stima essendo quelle che si trovano accompagnate da qualche sacrificio per chi le porge, il dono di lire novecento diciannove che per di lei cura ed eccitamento vollero farmi tanti venerandi sacerdoti d'Italia riesci a me oltremodo consolante e caro. Avendo con tal dono tanti miei fratelli voluto con me dividere i gravi sacrifici che io debbo sostenere per propugnar la causa della Religione e dell'Italia, saranno condegnamente rimeritati dalla bontà e giustizia di Dio che sempre veglia su quei che hanno la gloria di soffrire per lui... .
S) La Gazzetta di Reggio ospitava (marzo-luglio 1863) articoli di D. Francesco Arlotti e D. Cristoforo Lolli i quali, firmatari della mozione Passaglia, spiegavano la loro crisi di coscienza e rendevano di pubblica ragione i rapporti intercorsi fra loro e il Vescovo prima che questi li sospendesse a divinis .
Contro il clero liberale pubblicava articoli su II Difensore di Modena un battagliero prete, D. Rinaldo Scrrini, autore anche di due opuscoli di cui uno diretto contro i PaBsa-gliani : La Nuova Roma di V. Gioberti riprodotta inutilmente dal sedicente Comitato Nazionale di Reggio per convertire il clero alle moderne dottrine (osservazioni di D. RINALDO SERRIMI, parroco di Marmirolo di Reggio), Torino, 1861; / Passagliani e la scomunica, Torino, 1863.
Una lettera di un certo D. Pietro Montanari alla Gazzetta di Reggio del 10 aprile 1863 passava in rassegna i provvedimenti presi contro i preti liberali e rifletteva il punto di vista di uno di questi sull'ambiente ecclesiastico reggiano.